Che cosa è stato il 1° maggio? E che cosa può significare oggi per i credenti?Da molti anni si celebra il Primo maggio con il gusto e il diritto di chi ha conquistato un valore che nessuno può togliere. Tale data fu scelta nel 1890, accettata universalmente nel 1893 e ricercata come una giornata di festa e di protesta, nello stesso tempo, per le grandi rivendicazioni di un lavoro più umano e meno degradante. Questa festa, che mantenne per molto tempo tutto il sapore della sovversione e della rivoluzione, ebbe, come rivendicazione precipua, l'accordo di un orario sostenibile che puntasse sulle otto ore il giorno. Anche in Italia il 1° maggio, che pure era stato introdotto dal governo Facta nel 1922, fu proibito nel 1923 sostituito dal Natale di Roma (21 aprile) e ripristinato dopo la liberazione. Nel 1° maggio si raggrupparono via via le rivendicazioni più disparate ma anche le più fondamentali: oltre il ridimensionamento dell'orario di lavoro furono richieste la regolamentazione del lavoro delle donne e dei fanciulli, la difesa dell'integrità fisica, la rivendicazione del giusto salario. Leggere i 50 anni di questa nostra storia italiana fa apparire quanto di fatica e di sofferenza sono costati la ricostruzione, il benessere, l'assestamento della nostra economia che via via ha progredito fino a farci giungere a livelli di gran potenza. Ora, entrati dopo fatica e diffidenza in Europa con diritti e doveri, ci risentiamo nella fatica del lavoro e riscopriamo i problemi della precarietà, della disoccupazione, della sicurezza nei luoghi di lavoro, il lavoro nero oltre ovviamente all'accordo sugli orari che a questo punto non sono tanto imposti quanto ricercati e concordati per una migliore retribuzione. Si potrebbe continuare con le difficoltà e le insicurezze in un situazione profondamente mutata e diversa da quella di soli 30 anni fa e insieme in un orizzonte certamente migliore eppure più frantumato e difficile in termini di solidarietà. |
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