La struttura della guida per gli animatori degli itinerari di preparazione al matrimonio "In cammino verso il matrimonio"

La logica complessiva che sostiene la guida “In cammino verso il matrimonio” trova la propria ispirazione e motivazione negli orientamenti offerti dal Direttorio di pastorale familiare per la Chiesa in Italia, il quale definisce la pastorale che prepara al matrimonio come «uno dei capitoli più urgenti, importanti e delicati di tutta la pastorale familiare»[1], segnalando in particolare «la necessità di una cura pastorale del fidanzamento e di una preparazione immediata o particolare al matrimonio più attenta, puntuale e articolata» [2].

Ci sembra importante quindi fermare la nostra attenzione su alcuni punti che abitualmente interpellano la pastorale prematrimoniale.

Quale proposta è possibile per il tempo del fidanzamento?

Se ci lasciamo guidare da una considerazione pastorale, non potremo non condividere l’affermazione che il fidanzamento è un tempo favorevole, grazie al quale i fidanzati possono, proprio all’interno della loro esperienza affettiva, rinnovare il proprio incontro con la persona di Gesù Cristo, con il messaggio del Vangelo e con la Chiesa [3]. Dalla decisione nei confronti del Signore Gesù, può derivare infatti una visione cristiana dell’amore e un impegno a edificare la famiglia secondo il progetto di Dio.

Ma la stessa attenzione pastorale riconosce che proprio a riguardo della fede, esistono tra i giovani posizioni molto diversificate, in modo che – quando manifestano la richiesta di essere aiutati a prepararsi a celebrare il matrimonio cristiano – non tutti, a riguardo della fede, si trovano nella medesima situazione. Alcune coppie avrebbero bisogno di un percorso previo di ripresa del cammino di fede e di un accompagnamento che li faccia crescere in consapevolezza, altre invece sarebbero anche disponibili a seguire cammini più esigenti, capaci di portare ad un approfondimento e ad un esercizio più maturo della vita di fede.

La Guida – che oggi le Diocesi di Lombardia presentano pubblicamente - vorrebbe servire ad accompagnare i fidanzati in quel tratto di strada comune, nel quale giungono dopo aver fatto quei passi, di ripresa o di approfondimento della fede, specifici per ciascuna situazione.

Altri contributi potranno utilmente servire ad accompagnare i fidanzati verso una ripresa dell’esperienza di fede, rimasta per i più diversi motivi e per un certo arco di tempo quasi assopita nel cuore delle persone. Altri itinerari, già sperimentati da anni, cercano di accompagnare i fidanzati in una crescita più consapevole della fede, senza sostituirsi agli incontri di preparazione al matrimonio.

La Guida “In cammino verso il matrimonio” è pensata invece per quell’ “itinerario educativo comune” che la parrocchia rivolge a tutti i fidanzati, nei tempi che sono più vicini alla celebrazione del matrimonio e che può costituire, in ogni comunità, una preziosa possibilità di incontro, di confronto e di crescita comune tra fidanzati.

La fede come questione centrale

Se la comunità cristiana si impegna ad una preparazione particolare e immediata al sacramento è perché vuole aiutare i fidanzati a realizzare «un inserimento progressivo nel mistero di Cristo» [4], nella Chiesa e con la Chiesa.

Per la comunità ecclesiale si tratta quindi di aiutare i giovani fidanzati a compiere questo cammino di maturazione nella fede, perché il sacramento che celebreranno sia, nello stesso tempo, segno della loro fede e sorgente di un’esistenza nuova nella vita matrimoniale. La preparazione, che attraverso gli incontri verrà proposta, intende quindi:

  • aiutare i fidanzati a vivere il fidanzamento e la prossima celebrazione del matrimonio come momento di crescita umana e cristiana nella Chiesa; 
  • portarli a conoscere e a vivere la realtà del matrimonio che intendono celebrare, perché lo possano celebrare non solo validamente e lecitamente, ma anche fruttuosamente e perché siano disponibili a fare di questa celebrazione una tappa del loro cammino di fede; 
  • favorire in loro il desiderio, e insieme la necessità, di continuare a camminare nella fede e nella Chiesa anche dopo la celebrazione del matrimonio [5].

Crescere nella fede attraverso un itinerario

La forma con cui la comunità cristiana vuole aiutare i fidanzati a realizzare una maturazione nella fede è quella dell’itinerario.

Si tratta di superare, in una corretta visione cristiana dell’uomo e dell’esistenza, una falsa contrapposizione tra “valori umani”, presenti nell’esperienza affettiva, e “contenuti cristiani” del matrimonio che gli incontri di catechesi vorrebbero proporre [6]. Piuttosto, una lettura sincera e senza pregiudizi dell’amore umano aprirà ad un ascolto attento del messaggio della rivelazione di Gesù, che rinnova il cuore dell’uomo e, nel sacramento del matrimonio, lo rende capace di accogliere e vivere l’amore che viene da Dio.

L’itinerario, secondo la logica con cui si svolge, potrà aiutare i giovani fidanzati a riconoscere che un cammino di fede: prende avvio dall’ascolto e dall’accoglienza dell’annuncio della Rivelazione, in risposta alle domande presenti nell’esperienza umana; si compie nell’incontro personale con il Signore nella celebrazione; si esprime in una vita guidata dalla legge del Vangelo, nell’esistenza quotidiana [7].

Per aiutare i fidanzati a conoscere e a vivere il mistero grande dell’amore di Cristo per la sua Chiesa, che il sacramento del matrimonio significa, più che proporre una serie di conferenze pur ben impostate e collegate, l’itinerario di fede cerca di tenere sempre presenti le dimensioni fondamentali della vita cristiana e chiama i fidanzati a raccogliere e portare ad unità le indicazioni e gli aiuti che sono presenti nei momenti di annuncio e di catechesi, nelle celebrazioni e nella preghiera, nelle scelte significative di carità e nella vita secondo lo Spirito.

La proposta della guida in “In cammino verso il matrimonio”

Nella Guida non si troveranno solo le tracce degli incontri di catechesi, ma un cammino unitario che a partire dall’annuncio, passa attraverso la celebrazione, per giungere ad un’esistenza quotidiana che esprime la volontà di servire e di seguire il Signore nella strada del matrimonio. Si è convinti che la scelta dell’itinerario sia in grado di presentare il messaggio cristiano come capace di interpretare la condizione spirituale delle persone e annunciare la parola che la assume, la purifica e la trasforma[8].

La preparazione alla celebrazione del matrimonio cristiano non può, quindi, ridursi alla partecipazione ad alcuni incontri, ma chiederà ai fidanzati la disponibilità a compiere passi progressivi in un cammino di fede che dall’ascolto della Parola di Dio e della Chiesa si esprime nel momento della celebrazione e si realizza nella vita morale.

Accostando più da vicino la nostra Guida è possibile distinguere le varie sezioni di cui si compone l’itinerario in preparazione al matrimonio:

  • il tracciato degli incontri di catechesi;
  • la proposta dei momenti celebrativi;
  • l’insieme degli incontri sulle tematiche antropologiche;
  • una raccolta di preghiere per i fidanzati.

Proviamo a considerarli singolarmente.

Gli incontri di catechesi

In nove momenti, gli incontri di catechesi sviluppano, in un modo lineare e consequenziale, il seguente percorso: “Ci amiamo, tanto da sposarci, da cristiani, con il sacramento del matrimonio. Chiamati alla santità, saremo una carne sola, aperti alla vita. Formeremo una famiglia, ‘Chiesa domestica’, dentro la società”.

Per ogni incontro il sussidio presenta questo tracciato:

  • definizione degli obiettivi specifici dell’incontro
  • un momento di preghiera che annuncia il tema specifico
  • alcune domande che possono introdurre la riflessione
  • la proposta dei contenuti tematici
  • la traccia per il confronto in gruppo.

Gli incontri di catechesi rappresentano la sezione più estesa dell’itinerario perché in essi si è voluto offrire un annuncio e una proposta sul matrimonio cristiano per giovani che si vogliono preparare a celebrarlo significativamente. 

Il primo momento di ogni incontro è l’ascolto: la preghiera iniziale è ascolto della Parola di Dio in riferimento ad uno specifico tema; le domande suggerite “per avviare la riflessione” possono offrire agli animatori la possibilità di ascoltare le iniziali riflessioni dei fidanzati, le loro reazioni immediate e spontanee, i loro modi di pensare e di vedere… A partire da questa prima condivisione dell’ascolto, che può creare un contesto adatto per la comunicazione, si potrà passare allo svolgimento della riflessione, prestando attenzione sia ai contenuti da proporre sia ai fidanzati cui sono destinati.

Per facilitare un loro coinvolgimento, si è preferito scegliere una pluralità di linguaggi: da un linguaggio evocativo, capace di richiamare ed illuminare l’esperienza vissuta dai fidanzati, ad uno di tipo propositivo, per presentare i contenuti del messaggio cristiano, attinti dalla Scrittura e dalla riflessione del Magistero; fino ad un linguaggio pratico-operativo, per offrire indicazioni che aiutino ad esprimere nella vita la novità della fede. Inoltre – dove lo richiedeva la natura dell’argomento – non si è voluto rinunciare ad un linguaggio logico-argomentativo, per nutrire il pensiero di ragioni e motivi capaci di dare risposta agli interrogativi che sorgono nel cuore e nella mente dei giovani.

I testi presentano la riflessione in modo che gli animatori possano far propri i contenuti e realizzare una comunicazione che interpelli la realtà dei giovani che partecipano agli incontri. Lo sforzo degli animatori dovrà invece porre attenzione:

  • alla preparazione dell’argomento (le domande in apertura dell’incontro possono servire a tale scopo, ma possono essere sostituite da altre modalità come brevi testimonianze, testi significativi, momenti di animazione, giochi di simulazione…);
  • allo svolgimento del tema, con linguaggi che sappiano coniugare chiarezza, completezza e organicità;
  • all’ampliamento dell’incontro nell’indispensabile approfondimento e confronto nel gruppo.
I momenti celebrativi

I momenti celebrativi sono stati pensati come momenti non secondari o facoltativi dell’itinerario. La catechesi, infatti, ha tra i suoi scopi di preparare i credenti ad una partecipazione più piena, consapevole e attiva alle celebrazioni [9]. Inoltre, i momenti celebrativi, mentre fanno vivere gesti del rendimento di grazie, dell’invocazione, della di richiesta di perdono, dell’intercessione, aiutano al tempo stesso i partecipanti a crescere nella convinzione che la celebrazione più piena è l’offerta della propria vita a Dio, unita a quella di Gesù.

Alcune celebrazioni infatti, aiutano i fidanzati a sentirsi parte della comunità cristiana, partecipando alla sua vita liturgica (la Messa e la Benedizione dei fidanzati); altre arricchiscono l’esperienza di fede dell’itinerario con gesti sacramentali (la celebrazione della Riconciliazione), cercando di favorire nei fidanzati alcuni processi di maturazione nella vita spirituale (esercizio dell’esame di coscienza); altre ancora possono servire ai giovani per raccogliere in sintesi il cammino di fede compiuto nell’itinerario (Ritiro spirituale) o a prepararsi al momento del sacramento (Veglia di preghiera).

In ogni caso si è cercato di non introdurre segni o gesti che potessero generare confusione o anticipazione dei riti propri della celebrazione del matrimonio. Il riferimento ai testi del Benedizionale [10] ha inteso salvaguardare questa attenzione.

Appendici su tematiche “antropologiche”

I temi proposti in Appendice, dedicati a tematiche “antropologiche” [11] non sono da considerarsi come una sezione marginale o opzionale dell’itinerario. Essi si riferiscono a temi che richiedono un contributo più specifico, che può venire offerto dalle scienze umane, ma che sarà cura degli animatori armonizzare ed integrare con i dati della rivelazione e della riflessione cristiana, mostrando come l’esperienza umana venga illuminata e significata dall’orientamento di fede

Proprio per la loro specificità, tali argomenti non dovranno essere affrontati in sostituzione o a scapito dei contenuti di tipo catechistico, ma potranno essere proposti – anche in una sede diversa – sia prima, che durante, che dopo lo svolgimento dell’itinerario educativo comune. 

La conduzione di questi incontri chiederà la presenza di persone particolarmente competenti, che possono essere rintracciate all’interno di un Consultorio familiare di ispirazione cristiana, oppure possono essere contattate all’interno della comunità cristiana per la loro preparazione e disponibilità in servizio ai fidanzati.

Tali argomenti potrebbero anche costituire una sorta di “spazio di dialogo” da proporre, ad esempio, anche a giovani che si stanno preparando ad un matrimonio non religioso, ma sono interessati ad una crescita umana della relazione tra sposi.

Le preghiere dei fidanzati

La proposta di preghiere vuole offrire ai fidanzati testi appropriati e opportuni per vivere insieme le esperienze di preghiera e di dialogo con il Signore, a partire proprio dal momento speciale che stanno vivendo.

L’incontrarsi con voci ed espressioni di preghiera tanto ricche e differenti, potrebbe aiutare i fidanzati a rivolgersi al Signore, nel tempo del fidanzamento, secondo uno stile personale e di coppia di vivere la preghiera.

 


[1] Conferenza Episcopale Italiana, Direttorio di pastorale familiare per la Chiesa in Italia, Roma, Ed. Cei, 1993, n. 40
[2] Cfr. ivi, n. 40
[3] Cfr. ivi, n. 51
[4] Cfr. Conferenza Episcopale Italiana, Direttorio di pastorale familiare per la Chiesa in Italia, n. 52.
[5] Cfr. ivi.
[6] Cfr. ivi.
[7] Cfr. ivi, n. 53.
[8] Cfr. ivi, n. 58
[9] Conferenza Episcopale Italiana, Il rinnovamento della catechesi, Roma, Ed. Cei, 1988, n. 45.
[10] Cfr. Rituale romano, Benedizionale, Città del Vaticano, Ed. Cei – Libreria Ed. Vaticana, 1992.
[11] Cfr. l’Appendice prima.

 

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