Il futuro Papa Giovanni scriveva ai suoi parrocchiani
- di Paolo Mira
Questa Chiesa che tanto amo. Lettere ai vescovi
di Bergamo è il titolo di un recente volume curato da monsignor Antonio
Pesenti per le edizioni San Paolo che raccoglie le lettere di don Angelo
Giuseppe Roncalli, divenuto poi papa Giovanni XXIII, ai vescovi di Bergamo. La
raccolta degli scritti copre lintero arco della vita di papa Giovanni: dalle
prime note dinizio Novecento, riguardanti i vescovi Pier Luigi Speranza e
Gaetano Camillo Guindani, alla fitta corrispondenza con Giacomo Maria Radini
Tedeschi, del quale fu segretario, Luigi Maria Marelli, Adriano Bernareggi e
Giuseppe Piazzi. Ed è proprio sfogliano questa ricca corrispondenza, che si
rimane colpiti dalla profonda devozione di Roncalli verso la persona del vescovo
posto alla guida della sua diocesi natale. Ma non solo; emergono anche una
confidenza e unamicizia con i familiari e le persone a diretto contatto con i
diversi vescovi: tra questi il canonico Giovanni Vittorio Marelli
e monsignor
Domenico Bernareggi, entrambi fratelli dei vescovi di Bergamo, legati alla
storia diocesana milanese e in particolare alle parrocchie dellAltomilanese.
Ma torniamo allepistolario giovanneo. Alla morte di monsignor
Marelli, divenne vescovo di Bergamo Adriano Bernareggi, già vescovo coadiutore
dal 1932 con diritto alla successione. Anche in questo caso nella fitta
corrispondenza tra i due presuli spunta il nome del fratello del vescovo,
Domenico Bernareggi. Nato a Oreno il 5 settembre 1877 e ordinato sacerdote il 14
aprile 1900, nel 1906 fu nominato parroco di Malgrate, nel 1910 di Magenta, per
passare nel 1923 alla parrocchia di SantAndrea a Milano. Nel 1943, alla morte
di monsignor Paolo Castiglioni, il cardinale Alfredo Ildefonso Schuster lo nominò
suo vicario generale. E proprio in occasione della fausta ricorrenza Roncalli,
scrivendo ad Adriano Bernareggi il 24 aprile 1943, si congratulava per
lavvenuta nomina del fratello. Allultima ora - scrive Roncalli - ho
notizia della nomina del degnissimo Fratello di Vostra Eminenza allalta
dignità di Vicario generale di Milano. Me ne felicito grandemente. Ecco che
tutto arriva a tempo et in aedificationem. Domenico Bernareggi nel 1944
divenne anche arciprete del Duomo e lanno successivo ausiliare di Milano con
il titolo di vescovo di Famagosta. Alla morte del cardinale Schuster, avvenuta
nel 1954, resse la diocesi in qualità di vicario capitolare. Morì a Varazze
quarantanni fa, esattamente il 27 ottobre 1962. |