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Accompagnare la vita quotidiana
 

ALLA RICERCA DELLE PRIORITA' PASTORALI

I Scheda LA FAMIGLIA

A) ATTUALITA'

Risultano di utilità i contributi di centri di ricerca e di studi, vicini alla comunità cristiana (in particolare il CISF - la famiglia e il benessere -, il CSRF dell'UC - famiglia generativa e famiglia produttiva -, il Rapporto Milano '98 - soprattutto il contributo, Avere bambini a Milano), oppure la rilettura riassuntiva che il CISF ha realizzato dei suoi rapporti, sintetizzata nel testo: La famiglia italiana. Vecchi e nuovi percorsi per essere aiutati a guardare più attentamente la realtà della famiglia e delle trasformazioni che la interessano, soprattutto nel nostro contesto lombardo e milanese. Per un'azione pastorale è necessario però rileggere i dati alla luce di alcune prospettive di interpretazione della situazione. Possono essere rintracciate nella Familiaris Consortio - Prima parte "Luci e ombre della famiglia, oggi" (nn. 4-10):

a) segni positivi sono: una coscienza più viva della libertà personale, una maggiore attenzione alla qualità delle relazioni interpersonali nel matrimonio, alla promozione della dignità della donna, alla procreazione responsabile, all'educazione dei figli; la coscienza della necessità che si sviluppino relazioni tra le famiglie per un reciproco aiuto spirituale e materiale, la riscoperta della missione ecclesiale propria della famiglia e della sua responsabilità per la costruzione di una società più giusta;

b) segni di preoccupante degradazione di alcuni valori fondamentali sono: una errata concezione teorica e pratica dell'indipendenza dei coniugi fra di loro; le gravi ambiguità circa il rapporto di autorità fra genitori e figli; le difficoltà concrete, che la famiglia spesso sperimenta nella trasmissione dei valori; il numero crescente dei divorzi; la piaga dell'aborto; il ricorso sempre più frequente alla sterilizzazione; l'instaurarsi di una vera e propria mentalità contraccettiva.

La radice di questi fenomeni negativi viene individuata in una "corruzione dell'idea e dell'esperienza della libertà, concepita non come la capacità di realizzare la verità del progetto di Dio sul matrimonio e la famiglia, ma come autonoma forza di affermazione, non di rado contro gli altri, per il proprio egoistico benessere" (Familiaris Consortio, n. 6).

A proposito, invece, della situazione del nostro Paese, il Direttorio di Pastorale familiare - cap. I "Le attuali trasformazioni", al punto 6 afferma: "Né va dimenticato che la famiglia italiana si trovi in uno stato di fragilità, privatezza e isolamento, che pur si accompagna con una fondamentale persistenza della stessa comunità familiare. Diversamente che in altri Paesi, infatti, in Italia la famiglia continua ad essere ritenuta un valore, ad essere scelta e ad avere un ruolo di rilievo. Tuttavia, la stessa famiglia è posta a lato della società o addirittura in contrapposizione ad essa, perché persegue finalità ed obiettivi diversi ed è mossa da altre dinamiche. Vissuta sempre più come un "affare privato", la famiglia sembra aver iniziato un processo che la porta a smarrire la coscienza della propria identità istituzionale. Mentre è fatto oggetto di ripetute pressioni da parte della società, rimane isolata e abbandonata a se stessa nello svolgimento dei suoi compiti". Questa tenuta della famiglia nel contesto italiano, viene considerata da qualche studioso (G. Campanili) come frutto delle risorse spirituali e culturali che il nostro popolo portava iscritte nella propria storia. Ci si può a ragione domandare quanto tempo dureranno ancora queste risorse, visti i segnali che testimoniano il venir meno di queste energie spirituali e morali e il prevalere della visone laica del contratto su quella cristiana del patto tra uomo e donna, alla base della famiglia. In questa ottica l'azione pastorale della comunità ecclesiale in questo ambito, viene ad assumere un'innegabile valenza culturale in senso ampio. Ulteriori elementi nascono dall'esame del rapporto tra politica e famiglia: si notano interventi legislativi che da una parte prendono in considerazione alcuni aspetti delle politiche familiari (sussidi per la casa, sostegno della maternità, tempi consentiti per la cura dei figli, le associazioni familiari, l'accreditamento dei servizi dei consultori), dall'altra intervengono su aspetti che riguardano i fondamenti stessi della famiglia (fecondazione artificiale, unioni di fatto...). C'è il pericolo che ciò cooperi a diffondere la convinzione che per aiutare la famiglia oggi basterebbe solamente convogliare bene una serie di servizi e di sussidi economici; si opererebbero così una riduzione e una semplificazione del problema. Risulta importante svolgere un'azione di stimolo e di promozione culturale al fine di comprendere i significati della trasformazioni in atto, perché le famiglie non subiscano i processi di cambiamento, ma intervengano in prima persona nelle modificazioni. Conseguentemente possono essere individuati gli interventi da richiedere, ma con l'intenzionalità di salvaguardare il bene comune dell'intera collettività delle famiglie e non la semplice attività di alcuni nuclei associati e organizzati. Sono fenomeni interessanti e bisognosi di interpretazione sia il nascere di nuove associazioni familiari sia il sorgere di comunità di famiglie, secondo modelli diversi di vita comunitaria. In entrambi i casi la famiglia si sta proponendo come risorsa per la persona e per la società. Altri aspetti che interesseranno sempre più il futuro delle famiglie sono quelli legati: alla formazione dei giovani alla famiglia, tenendo conto non solo dei modelli ideali, ma anche della quotidiana fatica di vivere oggi questi modelli; alla denatalità, non sempre imputabile a egoismo, ma a difficoltà derivanti dal fatto che entrambi i coniugi lavorano, e alla presenza sempre più consistente di famiglie provenienti da paesi extra-europei. Da ultimo, sia la società che la comunità ecclesiale sono però nella medesima situazione di dover operare in modo sempre più convinto ed efficace il riconoscimento della famiglia come soggetto di diritti e di doveri, di azioni e di risorse.

B) DISCERNIMENTO

Anche in un contesto che presenta i tratti sopra elencati, la comunità ecclesiale ritiene che "il matrimonio e la famiglia diventano testimonianza e profezia, oggetto e soggetto di evangelizzazione" (Direttorio di Pastorale familiare, n. 8). Ma per realizzare un'autentica pastorale familiare, il Sinodo 47° ribadisce che: "è necessario e urgente un mutamento di mentalità pastorale, onde riconoscere che 'quasi tutti gli obiettivi dell'azione pastorale o sono collocati entro la comunità familiare o almeno la chiamano in causa più o meno direttamente. Sotto questo profilo, la famiglia è di sua natura il luogo unificante oggettivo di tutta la pastorale e deve diventarlo sempre di più', per cui 'la Chiesa riconosce nella famiglia non solo un ambito o un settore particolare di intervento, ma una dimensione irrinunciabile di tutto il suo agire'" (Sinodo diocesano 47°, cost. 397, § 3).
Da qui vengono a delinearsi degli ambiti specifici dell'azione pastorale:
a) modalità di incontro e dialogo con le famiglie;
b) formazione e coordinamento degli operatori pastorali;
c) educazione a vivere la differenza di genere e la relazione pacificata;
d) preparazione alla famiglia e al matrimonio;
e) celebrazione del matrimonio;
f) accompagnamento alla vita matrimoniale e familiare.
In questi ambiti emergono domande e bisogni nuovi, insieme ad esperienze innovative e profetiche, che esigono ascolto e attenzioni particolari per individuare proposte pastorali opportune e in sinergia nei vari settori:
a) i matrimoni misti (sia interconfessionali che interreligiosi);
b) le persone in situazioni difficili o irregolari;
c) gli aspetti legati alla sofferenza nella vita di famiglia (disagio e povertà, assenza del lavoro o superlavoro, malattia e morte);
d) i ritmi diversi di lavoro per orari, turni, mobilità, trasferimenti, pendolarismo;
e) le situazioni in cui la famiglia si presenta come risorsa (affido e adozione, accoglienza dell'anziano, integrazione degli immigrati, assorbimento dei problemi sociali ed occupazionali);
f) il tema dell'educazione e del rapporto tra le diverse generazioni, che si fermano e si appoggiano alla famiglia (dai giovani che non escono di casa, agli anziani sempre più anziani);
g) i temi legati alla differenza di genere e alla relazione di reciprocità.

C) PROSPETTIVA FAMILIARE IN PARROCCHIA

Alcune affermazioni della Familiaris Consortio possono aiutarci a collocare questa prospettiva pastorale nel contesto vivo della comunità: "Ogni comunità parrocchiale deve prendere più viva coscienza della grazia e della responsabilità che riceve dal Signore in ordine a promuovere la pastorale della famiglia" (FC, n. 70). "Ma soprattutto dev'essere riconosciuto il posto singolare che, in questo campo, spetta alla missione dei coniugi e delle famiglie cristiane, in forza della grazia ricevuta nel sacramento" (FC, n. 71). Inoltre non va dimenticato ciò che l'esortazione del Papa afferma a riguardo della radice dei fenomeni negativi che interessano la famiglia: "una corruzione dell'idea e dell'esperienza della libertà" (FC, n. 6). Ciò significa in positivo, che la pastorale familiare non potrà non affrontare il tema centrale dell'educazione della libertà e di quella libertà che si esprime nella scelta dello stato di vita matrimoniale.

a) L'accoglienza e la recezione operativa del principio-guida presentato dal Sinodo (cost. 397, § 3, riportato sopra), possono essere verificate guardando se e come il progetto pastorale parrocchiale (cost. 397,§ 4) riconosce lo spazio dovuto alla dimensione familiare della vita di fede.
b) L'attenzione pastorale della comunità cristiana si concretizza:
- nella proposta di itinerari diversificati capaci di promuovere un'autentica spiritualità coniugale e familiare, a partire dagli aspetti che vengono presentati nella cost. 413, § 1 del Sinodo:
* la preghiera familiare;
* la centralità dell'Eucaristia domenicale;
* una reale comunicazione tra i coniugi e un dialogo educativo tra genitori e figli;
* l'educazione a una corretta interpretazione e a un autentico esercizio della libertà;
* la visione cristiana della sessualità e il significato della generazione;
* la generosa disponibilità al servizio della vita, nell'accoglienza dei figli come dono di Dio;
* la pratica della carità come accoglienza e ospitalità familiare.
Questi aspetti non vanno intesi come settori tra loro disgiunti, ma come ambiti in cui si esprime la vita secondo lo Spirito di due battezzati sposati nel Signore.
-nella valorizzazione di alcune occasioni propizie per rinnovare l'annuncio cristiano in modo continuativo e non episodico, come si rintracciano nella cost. 413, § 2 del Sinodo:
* la catechesi ai genitori in occasione della nascita e del battesimo dei figli;
* la catechesi in occasione della celebrazione degli altri sacramenti dell'iniziazione cristiana;
* l'insorgere delle esigenze educative legate alla crescita dei figli o alla loro vita scolastica o lavorativa; * le ricorrenze significative della vita familiare;
* la preparazione al matrimonio dei figli;
* la visita e benedizione natalizia alle famiglie;
* l'accadere di particolari eventi felici o dolorosi della vita familiare.
- nella promozione dei gruppi familiari parrocchiali, come strumento educativo capace di accompagnare i coniugi e le famiglie a prendere coscienza del dono e dei compiti derivanti dal matrimonio cristiano e a viverli attraverso l'approfondimento della Parola di Dio e del magistero della Chiesa, secondo quanto presenta la cost. 425.
c) Diventa indispensabile la presenza, in ogni comunità parrocchiale, di un numero adeguato di operatori pastorali che si assumano il compito di servire la comunità nella sua attenzione pastorale verso le famiglie. Per essi possono essere pensati interventi specifici tesi:
- a raccoglierli in gruppo/commissione a partire, se possibile, dal livello parrocchiale per arrivare poi al livello decanale e zonale (cost. 424, § 3);
- ad accompagnarli in una formazione di preparazione e di aggiornamento (incontri formativi e SDOP, cfr. cost. 427, § 1);
- ad aiutarli a riconoscere in quale ambito della pastorale familiare può esprimersi meglio il loro impegno e servizio ecclesiale (la preparazione dei fidanzati al matrimonio, la cura della liturgia nuziale, l'accompagnamento delle giovani coppie, l'animazione dei gruppi familiari, l'attenzione alle situazioni di fatica e difficoltà...).
d) La parrocchia potrà trovare un aiuto a svolgere questi compiti anche da alcuni servizi che potranno essere collocati a livello decanale:
- i consultori familiari di ispirazione cristiana, i centri per i metodi naturali di regolazione della fertilità, i centri di aiuto alla vita e le case o i centri di accoglienza della vita, eventualmente presenti sul territorio (cost. 427, § 2);
- un presbitero incaricato e la commissione decanale di pastorale familiare (cost.412, § 3).
e) Nello stesso tempo, in relazione ad alcuni specifici temi pastorali, possono risultare utili alcuni collegamenti con altri ambiti in cui si esprime la pastorale parrocchiale o decanale, in modo che le situazioni in questione siano affrontate nell'ottica di una pastorale d'insieme:
- per l'educazione alla fede dei figli (la pastorale giovanile, la catechesi e la pastorale liturgica);
- per l'orientamento vocazionale (la pastorale vocazionale);
- per i temi dell'educazione affettiva, per il tempo del fidanzamento e la preparazione remota al matrimonio (la pastorale giovanile);
- per la celebrazione del matrimonio (la pastorale liturgica);
- per la presenza dei genitori nella scuola (la pastorale per la scuola);
- per i tempi e le condizioni del lavoro (la pastorale per la vita sociale e il lavoro);
- per un'attenzione ai bisogni e per una promozione della risorsa famiglia (Caritas);
- per un servizio missionario e per nuovi stili di vita familiare (la pastorale missionaria);
- per la presenza e la formazione di famiglie straniere (Caritas; segreteria per gli esteri);
- per una corretta informazione sugli argomenti relativi alla famiglia (pastorale per la comunicazione sociale).

D) RIMANDO DIOCESANO

a) L'Ufficio può aiutare le singole parrocchie a realizzare questo servizio pastorale, all'interno di un progetto pastorale diocesano, con alcune indicazioni che riguardano questi temi:

  • una conoscenza dei presbiteri e delle persone impegnate nella pastorale familiare;
  • un coordinamento diocesano dell'attività della pastorale familiare, sia quella riferita alle articolazioni della nostra vita diocesana sia quella legata alla presenza e all'azione di gruppi e movimenti);
  • la proposta di alcuni percorsi formativi che devono collocarsi a livello centrale (le nuove forme di SDOP);
  • la cura e la pubblicazione di alcuni sussidi che possono sostenere specifici compiti pastorali;
  • la preparazione e la celebrazione delle Giornate Diocesane annuali relative alla famiglia e alla vita;
  • la segnalazione di proposte, iniziative, attività che possono risultare di arricchimento e di integrazione della proposta pastorale parrocchiale.

b) In particolare, per quanto riguarda l'anno pastorale 2000-2001, queste potranno essere le attenzioni più specifiche su tre versanti che fanno parte ma non esauriscono la pastorale familiare:

  • sul versante degli incontri diocesani:
    • la celebrazione del Giubileo in Diocesi, in contemporanea con il Giubileo delle famiglie a Roma (mese di ottobre);
    • un Convegno, a livello di Diocesi della Lombardia, condiviso con altri uffici pastorali interessati, per elaborare una proposta educativa a riguardo delle esperienze affettive degli adolescenti (mese di novembre);
    • la Festa per la Famiglia, domenica 28 gennaio 2001;
    • la Giornata per la Vita, domenica 4 febbraio 2001
  • (con un ritiro a Rho e con un'attenzione speciale riservata ai consultori di ispirazione cristiana); · sul versante della formazione la proposta riguarderà diversi ambiti:
    • sia i presbiteri che seguono la pastorale familiare (a livello diocesano);
    • sia gli operatori pastorali che preparano i fidanzati al matrimonio;
    • sia le coppie animatrici-guida dei gruppi familiari parrocchiali (a livello diocesano);
    • sia i genitori.
  • sul versante degli strumenti di coordinamento pastorale:
    • favorire e incrementare il collegamento parrocchiale degli operatori impegnati nella pastorale familiare;
    • arrivare ad un coordinamento decanale con un presbitero ed una coppia responsabile;
    • promuovere la rappresentanza decanale nella commissione zonal
 
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