ALLA RICERCA DELLE PRIORITA' PASTORALI
III Scheda IL LAVORO
A) ATTUALITÀ
(Alla fine di ogni paragrafo un titolo tra parentesi quadre,
in corsivo, rimanda ad una specifica scheda che verrà predisposta
dal competente Ufficio e che quindi potrà essere utilizzata
per approfondire l'argomento a cui si fa riferimento)
1. LAVORO
a) Il mondo economico ha rotto gli argini della realtà nazionale
ed ormai si pone a livello internazionale, anzi a livello di
mondializzazione, presentando così quegli aspetti di frammentarietà
e di globalità: le aziende si spezzano e si accorpano, si vendono
e si comperano, si privatizzano e si vanificano. In questo crogiolo
il lavoro esige grandi spazi di flessibilità, pone interrogativi
su chi è responsabile, chi dirige, chi compera e chi vende.
Così il mondo sta modificandosi, passando attraverso numerose
trasformazioni: dalla stabilità all'instabilità, dalla garanzia
alla precarietà, dalla città alla grande metropoli, caratterizzata
tuttavia dal frazionamento del suo tessuto urbano, dalle grandi
alle piccole e medie industrie, dal lavoro ai lavori, dal posto
fisso alla flessibilità, dalla solidarietà all'individualismo,
dalla Stato sociale allo Stato liberale, dalle industrie pubbliche
al mercato, dal progetto all'indistinto, dalla ideologia alla
banalità [globalizzazione].
b) Oggi ciascun adulto sta scoprendo una trasformazione poderosa
nel mondo del lavoro poiché i cambiamenti si susseguono a ritmo
inimmaginabile. Si può dire che siamo nel tempo del postindustriale
o nella nuova fase di rivoluzione dettata dal telematico. L'impatto
delle nuove tecnologie sta trasformando il lavoro e lo stile
stesso della produzione per cui tutti i nostri tradizionali
parametri, che si applicavano al lavoro, restano fuori corso.
La produzione avrà sempre meno bisogno di lavoratori poiché
il prodotto si moltiplicherà diminuendo il personale che assumerà
la funzione di tecnico della produzione. Si scopriranno nuovi
e inimmaginabili lavori con altissime qualifiche, continueranno
pure quelli dequalificati, ma sempre meno e poco remunerati.
Si dovranno invece sviluppare, in modo massiccio, la cura ed
i servizi alla persona per la prospettiva di un migliore bene
essere, nel contesto di una vita prolungata [Lavoro domani].
c) Il problema del significato del lavoro si ripropone oggi
con maggiore urgenza: quale significato personale e quale significato
sociale per il lavoro? Ci si trova ad una divaricazione fra
l'importanza oggettiva (per la società, per la vita di una persona
e per la famiglia) e la tendenziale irrilevanza della percezione
soggettiva del lavoro a cui non si dà rilievo di valore (a livello
sociale ma anche personale e pastorale) [valore del lavoro].
d) Si assiste tuttavia alla ricerca di un troppo lavoro (l'accaparramento,
il lavorismo, il doppio lavoro...) mentre non diminuisce la
disoccupazione (il niente lavoro). Nello stesso tempo si scoprono
vaste zone di cattivo lavoro (a causa di orari, salari, trasporti,
infortuni, tipi contrattuali, lavoro nero e precario...) e l'aumento
delle diseguaglianze di opportunità (tra manager e lavoratori
manuali, tra uomo e donna, tra precari che non hanno garanzie
per un domani e si sentono dire che a quarant'anni sono vecchi
e le fasce deboli verso cui scivolano persone senza risorse,
dagli ex-carcerati agli ultraquarantenni rassegnati, malati
psichici e persone fragili, disoccupati di lunga durata e persone
senza particolare qualifica) [occupazione-disoccupazione].
e) Si assiste così alla rottura della classe e della solidarietà
meccanica e quindi ad un diverso modo di aggregazione del mondo
del lavoro. Il lavoro si trasforma, ma non ha più rilevanza
nel cambiamento della città (in cui viviamo) e della società
(che costruiamo). Si seppellisce l'ipotesi della trasformazione
della società a partire dai luoghi di lavoro: sogno degli anni
settanta. Tuttavia i lavoratori ci sono ancora (anche se meno
visibili) e vivono questo momento in difficoltà poiché sono
impreparati alle trasformazioni e angosciati nelle prospettive
che si aprono. Per il lavoro dei tecnici, poiché è essenziale
una maggiore disponibilità di tempo e di competenze, è molto
più difficile l'inserimento della donna, tanto più che bisogna
spesso lavorare all'estero. Da qui nascono incertezze e paura
[Solidarietà oggi].
f) Il ruolo del Sindacato è fondamentale ancora oggi, pur con
tutte le difficoltà che incontra nel mondo del lavoro, così
profondamente trasformato. E' chiaro che, come per qualunque
realtà associativa, bisogna rifarsi alla sua storia e al valore
che ha sviluppato in questi anni. Vanno inoltre valutati i progetti
ricordando che, finora, l'ipotesi di una buona rappresentanza
dei lavoratori è passata attraverso la prospettiva di unità
sindacale, essendo già sentita, alla base, come valore. Compito
e riscatto per il futuro potrebbe essere quello di allargare,
tra tutti, la solidarietà riscoprendo probabilmente forme nuove
e aggregative che non si fermano solo alla fabbrica o all'azienda,
ma che cercano di diventare sostegno per le realtà marginali
[sindacato].
g) Oggi, sempre più, ogni persona cerca la sua realizzazione
extra lavoro: nella famiglia, nella formazione personale, nell'impegno
sociale, nel tempo libero. Significative la febbre del sabato
sera, la fuga nel week-end, lo spasimo e i sogni per le vacanze...
Si è poi confusa l'emancipazione della donna con il salario.
Si suppone invece di prevedere una pari dignità tra uomo e donna,
pur con differenti presenze. In questa problematica s'inseriscono
due fenomeni interessanti di grande rilevanza sociale quale
il volontariato e la cooperazione. Si richiedono grande disponibilità
e competenza, valori alti e coraggio nell'analisi della realtà.
Il volontariato più consapevole e più attrezzato sfocia nella
gestione della cooperativa sociale poiché gli strumenti soliti
dell'azione caritativa non reggono le esigenze e non offrono
altro che un contributo per la sopravvivenza. Gli impegni si
rivolgono, per lo più, ai disabili e alle fasce deboli. La Chiesa
deve essere attenta come stimolo, come sostegno e come pilota
facendo interagire la comunità cristiana e la cooperazione,
venendo altrimenti a mancare il retroterra e il terreno in cui
attecchire. Nello stesso tempo va fatta una interessante operazione
di sensibilizzazione delle istituzioni perché si accorgano delle
realtà deboli e, pur in collaborazione, provvedano alle esigenze
fondamentali del lavoro e della casa per chi è in difficoltà
[volontariato e cooperazione].
ECONOMIA
a) L'attività economica va considerata con riferimento alla
trasformazione tecnologica da una parte e socio culturale dall'altra.
Si pongono alcune domande:
· a livello di libertà: ci sono nuovi spazi di liberazione o
nuove costrizioni?
· a livello di produzione, che oggi è a livello di abbondanza:
si producono cose necessarie, superflue, lussuose, o addirittura
dannose?
· a livello di scelte: chi decide in un'economia senza misura
che porta a conflitti ed esaurisce le risorse del pianeta, ponendo
il predominio dell'economico sul politico?
· a livello di lavoro: come l'aumentata produzione si accompagnerà
alla diminuzione della mano d'opera? Ci sarà infatti maggior
tempo libero da una parte e aumentata povertà e diseguaglianza
tra le persone e le famiglie dall'altra.
· Da non dimenticare la finanziarizzazione dell'economia: gli
investimenti non si misurano più tanto sulla produzione, ma
sulla speculazione; prevale perciò l'economia monetaria sul
lavoro e sugli scambi commerciali; le società guadagnano in
borsa mentre licenziano; la gente, ingolosita ma spesso inesperta,
investe i propri risparmi e rischia di vederli sfumare, travolta
dalle operazioni di borsa, manovrata da grandi finanzieri di
tutto il mondo.
· Chi sono i nuovi padroni delle aziende e chi ristruttura e
licenzia gli esuberi? Senza saperlo, la massa dei piccoli risparmiatori,
che vogliono comunque guadagnare senza porsi altri problemi,
sono anonimi, responsabili manovratori di operazioni di azienda
che costano spesso posti di lavoro [Etica e finanza].
b) Lo Stato Sociale, nel XX° secolo, ha avuto una funzione preziosa
poiché ha incoraggiato idee di solidarietà, di universalismo
nel rispondere ai bisogni (vedi la sanità), di difesa e sostegno
delle realtà più deboli. E tuttavia ora è in crisi, travolto
dalla logica mercantilistica, prima di tutto, ma anche dalla
"caduta del senso della socialità, per le tendenze egoistiche
che gonfiano il catalogo dei diritti e delle pretese di ciascuno,
lasciando in ombra i doveri, le relazioni, le responsabilità"
(Commissione 'Giustizia e pace', Stato sociale ed educare alla
socialità, n. 13) [Stato sociale].
c) Il problema delle scelte per la carriera della donna.
SOCIETÀ
a) Non si può dire che ci siano situazioni particolarmente
drammatiche di delinquenza rispetto ad alcuni anni fa (gli stessi
magistrati verificano un calo di omicidi rispetto al 1992).
Eppure serpeggiano sentimenti diffusi di insicurezza ed inquietudine
poiché stanno saltando alcuni parametri legati a garanzie sul
futuro, riguardanti il lavoro, la casa in affitto, difficile
da reperire e molto costosa, la sfiducia verso la magistratura
e la giustizia. Il clima, che si vive, risente di chiusura verso
ipotetici nemici che prendono spesso forma nella figura dell'immigrato
e del diverso: si vive nella classe ansiosa. Si subisce il cambiamento
e non si intravedono soluzioni anche se si può supporre che
una via di uscita ci sarà, ma non si sa quale. Nel frattempo,
si possono richiamare alcune intuizioni che aiutano a decifrare
o almeno a registrare il presente: · dominano la scienza e il
suo progresso, ma esiste meno fiducia nei risultati, · il materialismo
apre la porta all'indifferenza, · il disagio sul futuro schiude
spiragli di ricerca del sacro, · la paura sul domani frammenta
il presente e lo rende evanescente. Si passa così:
* dalla parola all'immagine,
* dal racconto allo spot,
* dallo stile alla stravaganza,
* dalla coscienza di una responsabilità all'anarchia [quale
società oggi].
b) La questione ecologica sta diventando un problema fondamentale
poiché ci si rende conto di aver puntato troppo sul progresso
indiscriminato, senza regole, ed ora ci si accorge di non avere
un capitale inesauribile. Da qui si sviluppano le riflessioni
interessanti sullo sviluppo sostenibile, particolarmente caro
all'episcopato tedesco e da qui prende maggior vigore la riflessione
sul rapporto tra la scienza e la persona con tutto il corteo
di corollari che vanno dalla buona vita all'eutanasia, dalla
bioetica alla dignità delle persone handicappate, dai prodotti
transgenici alle garanzie sulla salute e all'informazione ai
consumatori. Si stanno aprendo orizzonti inimmaginabili a cui
non si può sfuggire poiché, al centro, ci sono il senso e la
vita delle persone [La questione ecologica].
c) Le ideologie si sono appiattite nel privato e nell'evanescenza
del non possibile ed è, per ora, rimasto in piedi il liberismo
che non sente regole particolari, ma opera con piena libertà
su tutto l'orizzonte del mondo nella globalizzazione. Si è generata
così una strana forma di disaffezione all'impegno politico,
rifugiandosi nell'individualismo o in alcune forme di aggregazioni
e partecipazioni private più accessibili e più visibili. Ne
viene una grave crisi della partecipazione pubblica per la politica
lontana [Fede e politica].
I PROBLEMI EMERGENTI
Tra i vari mondi che si aggregano, in questo contesto di cambiamento,
i più significativi pare siano: il mondo dei giovani, il mondo
della donna e il mondo delle migrazioni. Insieme si riaffacciano
le prospettive della povertà e della esclusione sociale che
richiedono una particolare trattazione nell'ambito del pianeta
globalizzato che, purtroppo, tende a moltiplicare, soprattutto
nelle metropoli e tra i disoccupati, drammi gravissimi.
- Il mondo dei giovani è variegato e misterioso come sempre!
Comunque uno dei problemi sempre più importanti è quello della
formazione permanente che interessa il mondo dei giovani come
impostazione di vita e di approccio al lavoro, ma interessa
anche il mondo degli adulti, impegnato ad un continuo aggiornamento.
Ancora oggi, nel lavoro, è importantissimo il ruolo della
scuola e della formazione professionale (e dell'orientamento).
Ci si collega allora a tutta la tematica della scuola, riletta
in termini di maturazione e quindi di preparazione al lavoro.
Essa deve affrontare l'addestramento serio (incoraggiando
all'utilità e all'interesse anche per i mestieri e le prestazioni
manuali), l'educazione e la consapevolezza di vivere in una
società che si sviluppa offrendo strumenti che facciano conoscere
la realtà in cui viviamo, l'esigenza di duttilità e la capacità
d'inserimento, la disponibilità al cambiamento, la ricerca
del proprio lavoro che deve avere, come premessa, la domanda:
'Che cosa veramente voglio? Perché? E quindi chi sono? Dove
voglio arrivare?' [Formazione permanente].
- Nel nostro tempo si è fatto grande e impegnativo il tema
della donna in rapporto alla famiglia, in rapporto alla parità
e al lavoro, e, esigenza emergente in questi tempi, in rapporto
agli aspetti della reciprocità tra uomo e donna. Se questa
problematica trova particolare riflessione nel settore pastorale
della famiglia, sembra sia importante ripensare qui il profilo
della donna almeno in relazione al lavoro e al suo più facile
licenziamento con i conseguenti pericoli di povertà, soprattutto
se sola (vedova o divorziata). Si sviluppano allora situazioni
diverse: lavoratrice, in carriera, sposata, immigrata, nel
lavoro di cura... Il mondo del lavoro è cambiato da quando
la donna vi è entrata a pieno titolo. Essa pone la presenza
di una diversa lettura della realtà, più creativa e più relazionale.
Nella società essa obbliga a ripensare alle esigenze della
famiglia, dei figli, dei ritmi degli orari di lavoro, degli
stili, del rispetto reciproco (vedi l'attenzione del legislatore,
ultimamente, circa le molestie sessuali sul posto di lavoro)
[Donna e lavoro].
- In questi ultimi anni si è fatto importante ed impegnativo
l'afflusso degli extracomunitari poiché questi fanno emergere
difficoltà e sofferenze di popolazioni che vengono, tra noi,
alla ricerca di prospettive di maggior benessere per sfuggire
alla fame e alla disoccupazione. Ci siamo accorti di non essere
un paese accogliente o per lo meno di essere un paese non
preparato, anche se stiamo scoprendo di aver bisogno di molta
mano d'opera per affrontare lavori e stili di vita che noi
italiani non sapremmo più affrontare. Episodi di sfruttamento,
di povertà e di criminalità insieme agli obiettivi disagi
sulla casa, hanno fatto esplodere situazioni drammatiche che
obbligano ad vero impegno da parte delle istituzioni insieme
ad un volontariato che sappia impostare seriamente un suo
sostegno e soccorso, ma che non può sopperire alla latitanza
delle istituzioni stesse, soprattutto in termini di lavoro
riconosciuto e in termini di alloggio [Gli immigrati tra noi].
- Il nostro tempo vede aprirsi a forbice la distribuzione
della ricchezza per cui aumentano i poveri e aumenta l'esclusione
sociale: sono due realtà che necessariamente non si sovrappongono
ma che sono sempre più presenti, poiché nell'una emerge soprattutto
la mancanza di risorse economiche per uscire dal livello di
povertà, nell'altra emerge il rifiuto della cittadinanza che
affossa sempre più la speranza di uscire dal baratro della
insignificanza. Il nostro mondo postindustriale si sta popolando
di queste figure che vivono nei modi più diversi nel tessuto
urbano (si pensi a: emarginati, malati psichici, barboni).
Nella grande città sono una realtà anonima e sconosciuta [Povertà
ed esclusione].
B) DISCERNIMENTO
1. NODI (Sono già stati trattati in A) Attualità)
a) Valore della persona e del lavoro;
b) le caratteristiche maturate culturalmente portano l'uomo
ad essere dominante sulla donna;
c) significato del proprio contributo: cittadinanza, professionalità
e competenza (salario minimo come propedeutico per un lavoro)
- vergogna della disoccupazione;
d) relatività del lavoro (non è tutto poiché l'uomo, che investe
le proprie risorse, deve sapersi fermare per verificare sulla
sapienza e sulle relazioni con Dio, il prossimo e se stesso):
sua correlatività con il riposo e la festa [lavoro e riposo];
e) alienazione da lavoro: normalmente si dice che la vita comincia
dopo e a prescindere (anche per la pastorale);
f) problema del doppio lavoro (crea difficoltà e scandalo, ma
talora necessario / fenomeno delle consulenze esterne / in caso
di alti redditi ripensare alla destinazione di una quota per
solidarietà);
g) valore della partecipazione: sindacato, corpi intermedi,
volontariato, impegno politico;
h) solidarietà possibili e il valore della testimonianza;
i) valore dei soldi e la ricerca del guadagno facile (borsa,
lotto...);
j) valore della giustizia (e scandalo delle morti e degli infortuni
sul lavoro) con l'impegno per la sicurezza e il bene comune
[Infortuni e morti sul lavoro];
k) lavoro e vita di coppia: come si rapportano; l) la gerarchia
come realtà dominante che deve dare risposte o non piuttosto
soggetto che si coinvolge nella ricerca comune.
2. PAROLA
Nel Vangelo di Marco, al capitolo 10, troviamo una serie di
episodi che insieme formano una sorta di parabola delle scelte
del credente. In precedenza Gesù aveva fatto la sua proposta:
"chi vuole essere mio discepolo, rinneghi se stesso, prenda
la sua croce e mi segua" (Mc 8,34). Il discepolo è colui che
sa essere fedele a Dio, nonostante il rischio della vita. L'immagine
della croce (era lo strumento di morte usato dall'impero romano
per i condannati pericolosi e i terroristi) suggerisce un atteggiamento
rivoluzionario rispetto ai criteri imperanti. Cosa vuol dire
però, in concreto, prendere la croce? Non si tratta di fare
fatica o di sopportare. Gesù risponde proponendo le cinque grandi
scelte per una vita responsabile. Scelte di gratuità, proposte
in termini nuovi rispetto alla mentalità del tempo, secondo
lo stile che Gesù stesso ha avuto nella sua vita. Esse riguardano:
a) il matrimonio (Mc 10,1-12);
b) la emarginazione e le sofferenze attorno a sé (Mc 13-16);
c) il guadagnarsi il pane e quindi il denaro (Mc 17-34);
d) il potere che ogni persona ha acquisito (Mc 35-45);
e) la ricerca religiosa (Mc46-52).
Questi sono i problemi che ogni persona affronta. Gesù propone
queste scelte come prospettive e progetto complessivo da affrontare
con una mentalità nuova e coraggiosa. Perciò i grandi temi della
famiglia, della responsabilità del male, del mondo del lavoro,
della politica e della religione sono interpretati da Gesù secondo
i parametri dell'Alleanza fra Dio e l'uomo, della solidarietà,
della condivisione, del servizio, della ricerca del vero volto
di Dio [L'adulto credente].
Altri brani per la riflessione:
a) Il cristiano sa che Gesù di Nazareth, il Figlio di Dio,
ha passato gran parte della sua vita come un comune lavoratore
(Mc 6,3).
b) I primi discepoli furono chiamati alla sequela entro le loro
ordinarie attività di lavoro di pescatori (Mc 1,16-20).
c) Il lavoro si trasforma in affanno e rovina la vita delle
persone quando si dimentica il primato della fede e si suppone
che tutto dipenda dal nostro affanno, cercando il senso della
vita nelle cose. Gesù pone il suo progetto nelle relazioni di
fraternità secondo la logica evangelica: "Cercate prima il Regno
di Dio" (Mt 6, 31-33).
d) La fatica del lavoro è l'ambito normale di vita e può diventare
testimonianza di sequela: "se qualcuno vuol venire dietro a
me [] prenda la sua croce ogni giorno" (Lc 9,23).
e) C'è il pericolo che il troppo lavoro non lasci spazio per
l'ascolto della vita e della Parola di Dio: "Marta, tu ti preoccupi
e ti agiti per molte cose, ma una sola è la cosa di cui c'è
bisogno" (Lc. 10,41). L'uomo non è solo uno strumento di produzione,
ma ricerca il senso della vita: si gioca, in questa dinamica,
il rapporto fra lavoro e festa. La ferialità mostra che il compimento
della vita non è già raggiunto; la festa ne celebra e pregusta
la gioia. Ciò non sminuisce la fatica del lavoro, ma consente
di viverla nella speranza e nella serenità.
f) L'uomo ha il compito di dominare la terra (Gen 1) e ciò diventa
impegno per coltivarla e custodirla (Gen 2): richiamo antropologico
e teologico alla salvaguardia del creato, secondo criteri di
pace e giustizia sociale.
g) Il richiamo a non conformarsi alla mentalità di questo mondo
è particolarmente significativo a fronte delle scelte quotidiane
di vita e di lavoro (Rm 12, 1-2).
h) Infine, ogni persona è chiamata a rispondere del proprio
impegno per il bene comune (1Cor 12,7) [Il lavoro nella Parola
di Dio].
3. DOTTRINA SOCIALE DELLA CHIESA - COSA DICE LA CHIESA SU
LAVORO, ECONOMIA E VITA SOCIALE: I QUATTRO PILASTRI.
La Chiesa, nei secoli, ha affrontato molti problemi cercando
di offrire, di volta in volta, pur nella sua povertà di realtà
umana, delle risposte che corrispondessero al pensiero di Gesù.
Si è occupata di questi problemi perché: "le gioie e le speranze,
le tristezze e le angosce degli uomini d'oggi… sono pure le
gioie e le speranze, le tristezze e le angosce dei discepoli
di Cristo, e nulla vi è di genuinamente umano che non trovi
eco nel loro cuore" (Concilio Vaticano II, Gaudium et spes,
n. 1) Sul tema del lavoro la lettera del Papa più puntuale è
la Laborem exercens, e sulle questioni sociali più recenti riflettono
in modo significativo la Sollicitudo rei socialis e la Centesimus
annus. Riportiamo le quattro parole chiave di quanto dice la
Chiesa in campo sociale:
a) Il primato della persona
Ogni donna e ogni uomo è figlia/o di Dio. La nostra dignità
sta nell'essere fatti a sua immagine e somiglianza. Nessuno
può quindi umiliare la persona. Ne consegue che il lavoro è
per l'umanità e non viceversa. L'attività economica deve essere
a servizio del bene della persona e di tutte le persone non
le può rendere schiave (della fatica, del lavoro, del guadagno…o
a causa della miseria).
b) Il bene comune
Il bene comune è il fine dell'organizzazione sociale. L'impegno
professionale, sociale, sindacale, politico… non è buono quando
bada a soddisfare gli interessi solo di una parte: che sia un
gruppo, una categoria, una regione, una nazione… Fine della
società è impegnarsi per la dignità e i bisogni di ogni persona.
c) La solidarietà
La solidarietà discende dal rispetto e dalla valorizzazione
di ogni persona, che trova il suo pieno riconoscimento entro
una società nella quale ognuno è intimamente dipendente dalla
vita dell'altro. Comporta il non guardare solo a sé ma farsi
carico dei problemi e delle sofferenze degli altri: che siano
vicini o lontani, meritevoli o meno. E' necessaria la ricerca
di una pari dignità nella diversità. La solidarietà, tuttavia,
ha bisogno di una approfondita riflessione per come si è posta
nella storia degli ultimi cento anni.
d) La sussidiarietà
Ognuno deve fare quanto è in suo potere di fronte ad un problema.
Non è corretto delegare ad altri quanto possiamo fare noi. La
sussidiarietà richiama la responsabilità personale, a fronte
della tendenza facile a dire: 'è compito di altri…'. Richiama
anche una progressione naturale dell'agire che parte dalla persona
e dalla famiglia e si articola nei corpi intermedi, fino all'azione
degli organismi nazionali e sovranazionali. Ogni intervento
deve essere deciso nell'ambito il più possibile vicino alle
persone che ne saranno coinvolte, compatibilmente con la natura
delle scelte in gioco [Il lavoro nella Dottrina Sociale].
4. SINODO DIOCESANO 47° - MAGISTERO DELL'ARCIVESCOVO CARD.
C. M. MARTINI
Tutto il capitolo 24 del 47° Sinodo Diocesano parla di questi
problemi. In particolare, pare significativo richiamare le costituzioni:
n. 534 (sui luoghi di impegno), n. 542 (sull'evangelizzazione
del mondo del lavoro), n. 543 (educare al senso del lavoro)
e n. 544 (la cultura della solidarietà). L'intero magistero
del Card. Martini è segnato da una costante attenzione ai problemi
sociali e del lavoro. Occasioni privilegiate sono state, negli
anni, le Giornate Diocesane della Solidarietà, le Veglie per
i Lavoratori e, di recente, gli incontri del primo Maggio con
i giovani lavoratori e disoccupati. Come esempio, richiamiamo
il suo discorso alla veglia di Molteno (1997) e quello ai giovani
al Centro Vismara (1996).
C) PROSPETTIVE PER LA PARROCCHIA E IL DECANATO
1. LA CONSAPEVOLEZZA DEL PROBLEMA
Impostare la Pastorale del Lavoro significa, come per tutte
le pastorali, ma particolarmente per questa, ripensare alla
struttura dell'operosità e del vissuto della Chiesa poiché esigenze
di stile, coerenze e lavoro s'intersecano nella vita quotidiana
e sono tessuto e materiale di vita che interpella la fede e
la continua conversione di cuore. Dai testi biblici, dalla proposta
di Gesù e dalla esperienza della prima comunità cristiana emergono
alcune linee fondamentali per la Chiesa in cui viviamo oggi:
a) Essa è un popolo di fratelli e di sorelle: "Uno solo è il
Padre vostro, […] uno solo è il vostro maestro, il Cristo. Il
più grande tra voi sia vostro servo" (Mt 23,8-11).
b) In questo popolo sono perciò fondamentali la responsabilità
e la comunione: "Come mai questo tempo non sapete giudicarlo?
E perché non giudicate da voi stessi ciò che è giusto?" (Lc
12,56-57). [I Laici nella Chiesa e nella società].
c) Essere un popolo suppone consapevolezza di fedeltà all'Alleanza,
riscoperta del dono di Dio attraverso Gesù e scelta responsabile
dei valori del Vangelo.
Fondamentalmente due dovrebbero essere i riferimenti per una
consapevolezza e una maturazione comune che la comunità cristiana
mette a disposizione di tutti:
a) la Parola di Dio con la quale ci si incontra secondo ritmi
e modalità precise: sono, tra l'altro, momenti di verifica e
di coscienza critica comune, dove ci si ricostituisce ricchi,
di fiducia e di Spirito, in rapporto con la propria concreta
esistenza quotidiana, comprese le dimensioni sociali e lavorative.
b) La celebrazione settimanale festiva dove si celebra il mistero
pasquale nel suo rapporto con la vita quotidiana: l'Eucaristia
sensibilizza sul passato come perdono e gratuità e sintetizza
il futuro come progetto e speranza.
2. I COMPITI
a) L'evangelizzazione
- L'adulto credente nella realtà sociale
- Il compito primario della comunità cristiana è l'evangelizzazione:
aiutare tutti a fare la meravigliosa scoperta del dono
del Padre.
- Fondamentale è la corresponsabilità del laico nella
comunità cristiana, superando ogni forma di subalternità.
- Ogni credente adulto, e quindi ogni laico, affrontano
perciò la responsabilità nelle realtà temporali e nel
mondo, in forza del proprio battesimo: se non abbiamo
fatto abbastanza nel mondo, non è perché siamo cristiani,
ma perché non lo siamo abbastanza.
- Vanno messi in luce il luogo di lavoro e quindi il territorio
che non sono tanto il punto di arrivo della testimonianza,
il luogo della verifica della bontà dei valori o un luogo
da redimere. In questa ottica c'è il rischio della contrapposizione.
Il territorio piuttosto sta all'inizio di ogni cammino
educativo, sta dentro di noi, fa parte di noi: il territorio
è parte della comunità cristiana. Il lavoro, lo studio,
la cultura, i problemi del territorio, con tutte le relazioni
vissute, sono parole da ascoltare. Il problema non è di
partire verso, ma di esserci dentro, di sentire il territorio
come parte di sé e la solidarietà come nuova presenza.
Si tratta di immettere i problemi, le attese della gente
nel circuito della pastorale. Il territorio non è un problema
da risolvere o salvare, ma è portatore di domande e di
speranze. In definitiva non si tratta di serrare le fila
contro il mondo, quanto di realizzare una nuova presenza.
- Un rinnovamento della pedagogia della fede deve allora
rendere i laici capaci di animare il mondo complicato
della economia, della cultura e della politica (Cf CEI,
La Chiesa italiana e le prospettive del Paese, n. 13).
- Così l'evangelizzazione, che si è posta all'inizio come
un progetto, diventa stile di vita quotidiano, notizia
bella che sa trasformare veramente il mondo attraverso
la presenza discreta ma viva di un credente, consapevolezza
della Parola di Dio che sa tradursi nella concretezza
[Quale idea di Chiesa: chiesa e società, chiesa e territorio,
chiesa e mondo del lavoro].
- La catechesi (cfr. Sinodo diocesano 47°, cost. 543).
- Nelle nostre comunità rimane aperto il problema di una
proposta pastorale capace di un accompagnamento di fede
nella vita delle persone adulte. E' sempre attuale il
rischio di una marginalizzazione della fede e di una sua
soggettivizzazione. Al di là della difficoltà di raggiungere
i lontani, la parrocchia sembra incapace di mostrare una
vita cristiana concreta e radicata nella storia. Così
appare la debolezza di una progettualità sociale e culturale,
ispirata dalla fede.
- L'immagine della Chiesa non va perimetrata attorno ad
un blocco di verità, ma attorno alla capacità del Vangelo
di accompagnare l'esperienza di una vita credente.
- Un itinerario di fede deve essere capace di ascoltare
la vita, non può essere calato dall'alto o inventato a
tavolino.
- Specifici itinerari di approfondimento siano previsti
a livello decanale e ed interdecanale (Sinodo diocesano
47, cost. 543).
- Bisogna educare al senso del lavoro. Anche la Chiesa
ambrosiana riconosce una carenza pastorale e scarsa sollecitudine
per la realtà del lavoro che è luogo di santificazione
e di missione per il cristiano. In questo senso la problematica
del lavoro deve essere presente negli ordinari programmi
formativi dei fedeli laici (giovani e adulti).
- La Dottrina Sociale della Chiesa è parte integrante
del discorso della evangelizzazione. Rappresenta lo sforzo
di riflessione etica sul mondo dell'economia, del politico
e del lavoro che però ha bisogno di ulteriore elaborazione
per entrare nella sua concretezza e operosità.
- Come aggiornamento, l'Ufficio per la vita sociale e
il lavoro si preoccupa di scrivere sia su Diocesi Insieme
che sul Foglio della Pastorale del Lavoro per aiutare
a sensibilizzare a tale problematica un gruppo di adulti
che aiuti la stessa comunità cristiana [Catechesi e vita
quotidiana].
- La polarità nella vita cristiana Si ritrovano continuamente
due polarità che vanno accolte e maturate insieme per le loro
esigenze. Bisogna fare attenzione ai dualismi che scorrazzano
nella nostra cultura e nella nostra esistenza e che tendono
a lacerare il tessuto pastorale e personale della vita.
- Parola/storia, Preghiera/vita. Come vivere cristianamente
la preghiera? Come sviluppare la capacità di mettersi
in relazione con la realtà in cui viviamo? E' molto reale
il rischio dell'intimismo e del consumismo anche in tali
esperienze. La preghiera non è tensione verso una divinità
che deve sempre essere disposta a risolvere i nostri problemi
(diventiamo mercanti in Chiesa). La preghiera è lasciarci
coinvolgere, con la forza del Signore, nel suo impegno
di cambiamento della storia, secondo le sue prospettive.
La Parola ascoltata diventa progetto per la nostra storia,
si fa responsabilità. Perciò al Padre andiamo con la nostra
storia, la nostra quotidianità, i nostri problemi. E'
la nostra vita che diventa lo spazio nel quale avviene
l'incontro con Lui. Il Vangelo ha bisogno della storia
per diventare concreto, visibile. Il Vangelo è una speranza
che vuol permeare la concretezza della vita della gente.
Il Vangelo, per essere ascoltato, ha bisogno di fare chiarezza
sui problemi concreti della storia e della vita della
gente. Se la Parola non ha la soluzione dei nostri problemi,
perché è sempre rispettosa della libertà e responsabilità
di ciascuno, essa tuttavia ci ricorda le coordinate, il
senso profondo della storia, critica i nostri progetti
e li apre ad orizzonti nuovi. La preghiera inizia come
domanda e finisce sempre in una conversione verso la speranza,
unendoci in un noi come nel Padre nostro, proponendoci
un annuncio che si fa ovviamente denuncia del male, impegno,
rapporto con la vita concreta [La preghiera cristiana].
- Fede/impegno sociale. Il primato che è di Dio, valore
assoluto, fa scoprire che la sua rivelazione si attua
attraverso la solidarietà, la condivisione, la fraternità.
Così, se la precedenza è alla fede, resta vero che l'amore
di Dio impegna nella direzione della solidarietà, della
giustizia gratuita, dell'impegno sociale [Fede ed impegno
sociale]. * Anima/corpo. Non si tratta di istituire una
lettura spiritualistica che non proponga un'attenzione
ai bisogni di vita, quanto di armonizzare le esigenze
di ciascuno e di richiamarci alla reciprocità tra anima
e corpo e tra uomo e donna.
- Feriale/ festivo, costituiscono il tessuto del tempo
e sono intimamente legati al lavoro: l'uno ne è lo spazio
e l'altro lo supera per ricollocarlo, nella sua giusta
dimensione, rispetto al fine della persona.
b) La liturgia: celebrazione del quotidiano
- Messa domenicale (omelia, presentazione dei doni, preghiera
dei fedeli, avvisi: tutto deve fare riferimento alla vita
e quindi anche a ciò che è il vissuto sociale con i suoi problemi,
le emergenze e gli avvenimenti della settimana);
- permane il rischio di una liturgia asettica (avvenimenti,
problemi personali, professionali, familiari, gioie e dolori
spesso restano fuori).
- Eucaristia e vita quotidiana:
- Occorre superare una visione statica (si intercala così
vita e sacramento): un rito che cade dall'alto.
- Non è sufficiente neppure una visione personalistica
che riesca a leggere il sacramento come un incontro personale.
L'amicizia e l'incontro con Dio diventerebbero un episodio
tra gli altri incontri della vita.
- Si deve arrivare ad una visione esistenziale: l'iniziativa
divina incontra l'uomo nel contesto della sua vita quotidiana.
Il sacramento, quindi, fa riferimento ed ha una ricaduta
nella vita stessa. Rivela la vita nel suo significato
più profondo, come comunione con il Signore, con i fratelli
e le sorelle [Sacramenti e vita].
c) La testimonianza: operosità per sostenere le difficoltà
- Doposcuola
- Reti familiari
- Caritas e Patronato-ACLI per le esigenze e i bisogni
- Proposte d'accoglienza e problemi della casa
- Impegno politico
- Gruppi con progetti aperti sul mondo
- Le nuove povertà.
d) Il metodo: praticare il discernimento nella quotidianità
- Lo stesso Magistero, da Giovanni XXIII in poi, ha suggerito
il metodo della revisione di vita con il vedere, giudicare,
agire. Si tratta di imparare a riflettere sulla storia e sulla
vita, per poter arrivare alle scelte operative, alla luce
della Parola di Dio.
- La revisione di vita (non solo per gruppi specializzati
ma come modalità complementare alla Lectio divina)
- Sentiamo, a questo punto, di riaffermare l'importanza del
ruolo del Consiglio pastorale parrocchiale (che abbia al suo
interno almeno un referente per queste problematiche) e decanale
(nel quale sia presente un incaricato autorevole): le sessioni
di questi consigli potrebbero costituire momenti più significativi
di elaborazione pastorale, insieme alle Associazioni che abbiano
una sensibilità sociale nel darsi strumenti capaci di conoscere
e valutare i problemi della gente [Il metodo del discernimento].
e) Attenzioni specifiche:
- I giovani (cfr Sinodo diocesano 47°, cost. 545). L'impegno
educativo con i giovani si deve strutturare su un progetto
che nella concretezza li avvii al mondo adulto e sappia offrire
spazi di confronto e sostegno all'inserimento ed alla testimonianza
(un tempo si svilupparono esperienze con la leva del lavoro):
* l'attenzione ai lavoratori: linguaggi, orari, metodi, percorsi;
* la preparazione al lavoro: orientamento, leve, formazione
professionale;
* la vita di lavoro: schede informative, confronti in gruppo,
rilettura alla luce della Parola [Giovani e lavoro].
- Famiglia-lavoro:
* Preparazione dei fidanzati;
* spiritualità famigliare;
* catechesi.
Il compito educativo della famiglia è soprattutto quello di
trasmettere ai figli modelli di vita, più che di educarli a
fare attività religiose. E' dai comportamenti vissuti insieme
che si arriva a cogliere ed assimilare i valori. Ma chi aiuta
la famiglia a diventare capace di essere un luogo dove si elaborano
progetti? Alla famiglia si chiede molto di più di quanto si
dà. I gruppi familiari parrocchiali potrebbero essere un aiuto
offerto alle famiglie perché si sostengano e si promuovano a
vicenda nel cammino di fede e di educazione [Famiglia e lavoro].
- Collaborazione con gruppi e associazioni:
* Favorire rapporti costruttivi per il bene delle persone;
* stimolare e promuovere l'impegno associativo, di volontariato
e socio-politico [Movimenti e comunità cristiana].
D) RIMANDO DIOCESANO
a) L'ufficio può aiutare le singole parrocchie e/o decanati
a realizzare questo servizio pastorale con alcune indicazioni:
- valorizzare il gruppo dei presbiteri e dei laici impegnati
nella pastorale del lavoro attraverso un coordinamento e l'individuazione
di una strategia per una rinnovata formazione dei lavoratori
e una adeguata animazione degli ambienti di lavoro;
- programmare alcuni percorsi formativi a livello centrale
o di zona all'interno della proposta diocesana delle Scuole
diocesane per operatori pastorali; · curare la pubblicazione
di sussidi per la formazione e l'aggiornamento (vedi Diocesi
Insieme e Il Foglio, a cura dell'Ufficio di Pastorale sociale
e del Lavoro);
- coinvolgere ed aiutare le comunità cristiane nella preparazione
e celebrazione delle giornate diocesane annuali:
* Giornata della Solidarietà (11 gennaio 2001- preceduta da
mezza giornata di studio: sabato 10 febbraio);
* Veglia dei lavoratori (30 aprile 2001);
* Primo maggio dei giovani; · essere attenti alle situazioni
di crisi aziendali (partecipazione alle assemblee di fabbrica);
· proporre iniziative che possono essere di aiuto alla formazione
dei laici (serate-incontri pubblici, tenendo particolarmente
conto del tema della Giornata della solidarietà, ecc.) [Ruolo,
compiti e finalità della PdL].
b) Sul versante della formazione l'ufficio promuove:
- incontri trimestrali di aggiornamento - formazione per presbiteri
nel quadro della formazione permanente e per laici;
- l'assemblea di inizio anno, programmatica, e quella fine
anno, consuntiva, dei responsabili e impegnati della pastorale
del lavoro ai vari livelli;
- l'incontro con i responsabili dei movimenti/associazioni
(Consulta Pastorale del Lavoro); · incontri con il presbiterio
decanale e con il Consiglio pastorale di decanato;
- la conoscenza e la diffusione della Dottrina Sociale della
Chiesa, inserendola nella catechesi ordinaria e nella formazione
seminaristica.
c) Sul versante degli strumenti di coordinamento pastorale:
- favorire il collegamento delle presenze nelle parrocchie
delle ACLI, AC, CL, GiOC, Caritas, gruppo missionario, Pastorale
Giovanile;
- proporre all'Ordinario la nomina di presbiteri incaricati
di decanato e di zona;
- favorire la nomina di un laico incaricato per i problemi
sociali sia nei Consigli Pastorali Parrocchiali sia in quelli
di decanato;
- promuovere la commissione di decanato [Il compito della
commissione PdL nel Consiglio Pastorale]
d) Sul versante dei collegamenti con gli altri uffici:
E' particolarmente importante una stretta collaborazione con
gli Uffici e Servizi di Curia: Caritas - Ecumenismo e Dialogo
- Pastorale Missionaria - Pastorale della Famiglia - Pastorale
Giovanile - Comunicazioni sociali; e con gli Organismi: Segreteria
degli Esteri e Segreteria per la Formazione impegno sociale
e politico
e) Sul versante dei rapporti con associazioni, movimenti ed
enti:
Occorre favorire momenti di collaborazione con: AC - ACLI -
CL - GiOC - C.S.A. - Fondazione S. Carlo - Associazione Comunità
e Lavoro - Centri di Formazione Professionale - Sindacati -
Cooperative - UCID - ACAI -APICOLF.
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