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Programma pastorale per l'anno 1999 / 2000 : Giubileo Arcidiocesi di Milano: vicariato per l'evangelizzazione
Pagine a cura della Diocesi di Milano www.diocesi.milano.it
 
Lavorare Insieme 1999 / 2000
 

Scheda

Il segno di croce nell’anno della Trinità

Nell’anno giubilare, dedicato alla glorificazione della Trinità, avremo la possibilità di riscoprire e valorizzare i "segni" della Trinità (vestigia Trinitatis) presenti nella vita quotidiana del cristiano.

In primo luogo dovremo ridare importanza e dignità al segno della croce, che è, nello stesso tempo, per le parole che lo accompagnano, segno della Trinità.

Nella coscienza popolare, il segno della croce è ancora sentito o praticato come invocazione della benedizione di Dio (cf. l’usanza di segnarsi prima di uscire di casa, o prima dei pasti, o prima di una gara sportiva, o di fronte a un pericolo), ma è troppo spesso impoverito, sia per il fatto che nel segnarsi non si pronunciano (o non si pronunciano con attenzione), le parole che devono accompagnarlo e richiamano il mistero trinitario, sia per il fatto che il gesto stesso è troppo affettato, rattrappito nelle sue dimensioni, inesatto nella successione delle posizioni, banalizzato dal "bacio" finale: insomma un segno di croce tipicamente "all’italiana".

Infatti questo segno, così suggestivo nel richiamo alla croce del Signore che anche i discepoli devono "prendere" e così ricco di contenuto teologico perché richiama ambedue i misteri principali della nostra fede, non è più insegnato nelle famiglie e nelle parrocchie, ma viene solo "imitato" dalla parodia che ne viene fatta volentieri nei film e in TV. Bisogna invece ridare dignità e importanza al segno di croce agendo in diversi ambiti:

  • nella catechesi dell’iniziazione bisogna insegnarne con pazienza l’esatta gestualità, le precise parole, la lenta sacralità, l’ampiezza sulla persona (deve essere coesteso al mio corpo, perché benedica e segni tutto ciò che io sono e faccio);
  • nella celebrazione del sacramento della riconciliazione bisogna insegnare al penitente a fare il segno di croce quando il sacerdote dice: "Io ti assolvo nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo", per ricevere anche gestualmente il perdono che Gesù ci ha ottenuto proprio con la sua morte in croce;
  • nelle assemblee eucaristiche qualche volta bisogna ricordare che non va fatto il segno di croce dopo che si è ricevuta la Comunione;
  • a tutti bisogna insegnare che un segno di croce ben fatto e ben pronunciato è un’ottima introduzione alla preghiera, perché ci aiuta a metterci alla presenza di Dio, invocato nell’unità delle tre divine persone e nel mistero della sofferenza del Figlio.

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