Il segno di croce nellanno della Trinità
Nellanno giubilare, dedicato alla glorificazione della
Trinità, avremo la possibilità di riscoprire e valorizzare i
"segni" della Trinità (vestigia Trinitatis)
presenti nella vita quotidiana del cristiano.
In primo luogo dovremo ridare importanza e dignità al segno
della croce, che è, nello stesso tempo, per le parole che
lo accompagnano, segno della Trinità.
Nella coscienza popolare, il segno della croce è ancora sentito
o praticato come invocazione della benedizione di Dio (cf. lusanza
di segnarsi prima di uscire di casa, o prima dei pasti, o prima
di una gara sportiva, o di fronte a un pericolo), ma è troppo
spesso impoverito, sia per il fatto che nel segnarsi non si
pronunciano (o non si pronunciano con attenzione), le parole
che devono accompagnarlo e richiamano il mistero trinitario,
sia per il fatto che il gesto stesso è troppo affettato, rattrappito
nelle sue dimensioni, inesatto nella successione delle posizioni,
banalizzato dal "bacio" finale: insomma un segno di
croce tipicamente "allitaliana".
Infatti questo segno, così suggestivo nel richiamo alla croce
del Signore che anche i discepoli devono "prendere"
e così ricco di contenuto teologico perché richiama ambedue
i misteri principali della nostra fede, non è più insegnato
nelle famiglie e nelle parrocchie, ma viene solo "imitato"
dalla parodia che ne viene fatta volentieri nei film e in TV.
Bisogna invece ridare dignità e importanza al segno di croce
agendo in diversi ambiti:
- nella catechesi delliniziazione bisogna insegnarne
con pazienza lesatta gestualità, le precise parole,
la lenta sacralità, lampiezza sulla persona (deve
essere coesteso al mio corpo, perché benedica e segni tutto
ciò che io sono e faccio);
- nella celebrazione del sacramento della riconciliazione
bisogna insegnare al penitente a fare il segno di croce
quando il sacerdote dice: "Io ti assolvo nel nome del
Padre e del Figlio e dello Spirito Santo", per ricevere
anche gestualmente il perdono che Gesù ci ha ottenuto proprio
con la sua morte in croce;
- nelle assemblee eucaristiche qualche volta bisogna ricordare
che non va fatto il segno di croce dopo che si è ricevuta
la Comunione;
- a tutti bisogna insegnare che un segno di croce ben fatto
e ben pronunciato è unottima introduzione alla preghiera,
perché ci aiuta a metterci alla presenza di Dio, invocato
nellunità delle tre divine persone e nel mistero della
sofferenza del Figlio.