"Lavorare insieme" è uno strumento offerto a coloro che nelle parrocchie e nei decanati hanno il compito di programmare il nuovo anno pastorale. Confidiamo pertanto in una lettura attenta e proficua, da parte di tutti gli operatori e consiglieri pastorali, di questa nuova edizione redatta per l'anno 1998-1999. Anche quest'anno lo strumento di lavoro nasce da consultazioni e collaborazioni promosse in varie sedi diocesane. L'Arcivescovo ha proposto il tema per il nuovo anno pastorale e ha consultato i Consigli pastorale, presbiterale, episcopale. Sulle indicazioni ivi emerse hanno poi lavorato e discusso sia gli Uffici e i Servizi pastorali della Curia, sia i Decani della Diocesi. Ora come Consiglio Episcopale offriamo alle Comunità questo sussidio per la programmazione pastorale. La programmazione nelle parrocchie, nelle unità pastorali e nei decanati terrà presente il reale cammino finora percorso dalle Comunità locali, il proprio progetto pastorale già elaborato e sempre da attuare, le linee programmatiche indicate dal 47° Sinodo diocesano per ogni settore della pastorale ordinaria, il calendario diocesano con le iniziative di maggiore rilievo e i sussidi di cui è prevista la pubblicazione quest'anno. "Lavorare insieme" non intende sostituire gli strumenti formativi esistenti, né riproporre quanto si sta già cercando di realizzare nella vita pastorale ordinaria. Esso si limita ad alcune sottolineature o a qualche proposta più legata allo specifico tema che l'Arcivescovo ha scelto per il nuovo anno e che illustra nella sua lettera pastorale Dio Padre di tutti. Attraverso l'itinerario a tappe che caratterizza l'anno liturgico lo strumento di lavoro propone qualche aspetto del tema e del messaggio dell'anno pastorale, suggerendo obiettivi pastorali intermedi e realistici, nonché strumenti e iniziative per raggiungerli. Il vero obiettivo pastorale dell'anno è da ricercare nella crescita di una coscienza cristiana adulta che sappia rendere ragione della propria speranza nelle relazioni e nelle comunicazioni della vita di tutti i giorni. Infatti, "la parola del Vangelo cade come un seme nella vita quotidiana della gente, là dove le strade degli uomini si incontrano, e germoglia nell'incontro dei credenti con ogni uomo e ogni donna" (Diocesi di Milano, Sinodo 47°, cost. 7 § 1). Il battezzato è dunque chiamato a camminare nelle vie del mondo a fianco delle altre creature umane, animato da quella speranza che permette di scorgere, in chi gli è accanto, sempre e solo sorelle e fratelli che sono figli dell'unico Dio, Padre di tutti. Consiglio Episcopale Milanese "Dio Padre di tutti" Tema diocesano per l'anno pastorale 1998-99 Il cammino della Diocesi, in vista del Giubileo, segue le tracce indicate da Giovanni Paolo II nella sua Lettera apostolica Tertio millennio adveniente1, che indica per l'anno 1999 il tema Dio Padre. Tra le varie sottolineature per l'ultimo anno pregiubilare Giovanni Paolo II evidenzia anche l'importanza, nel "cammino verso il Padre", della riscoperta del sacramento della Riconciliazione, dell'opzione preferenziale della Chiesa per i poveri e gli emarginati, del confronto con il secolarismo e del dialogo con le grandi religioni. Alla luce di queste indicazioni l'Arcivescovo ha precisato per la Diocesi di Milano il tema per il nuovo anno pastorale: Dio Padre di tutti, ovvero l'annuncio della Paternità universale di Dio in una società secolarizzata e multireligiosa. Il tema dovrà essere recepito unitamente alle indicazioni pastorali del documento Cammino di conversione e sacramento della Riconciliazione (predisposto dal Comitato delle Diocesi lombarde per il Giubileo del 2000). Inoltre, all'argomento del Ministero della Riconciliazione il Vicariato per la Formazione Permanente del Clero destinerà gli incontri zonali dell'anno e una Tre giorni per chi opera nelle Chiese penitenziali. L'annuncio della Paternità universale di Dio, per risuonare con slancio missionario di fronte alle nuove sfide della società, richiede che gli operatori pastorali e tutta la comunità ecclesiale facciano propria la convinzione, che l'Arcivescovo C.M. Martini ha espresso nella Lettera pastorale dello scorso anno2, riguardo alla presenza e all'azione dello Spirito Santo che ci precede e ci sorprende. Il messaggio incentrato su Dio Padre di tutti potrà essere messo a fuoco con intelligenza spirituale e fecondità pastorale se sarà coerente espressione della consapevolezza che questo annuncio passa attraverso la testimonianza nella vita quotidiana privata e pubblica dei cristiani. L'itinerario pastorale secondo l'anno liturgico Il tema dell'anno pastorale, autorevolmente prospettato e illustrato dalla Lettera pastorale dell'Arcivescovo, deve illuminare e orientare il cammino delle comunità lungo lo svolgimento dell'anno 1998-99. Questo itinerario pastorale, incentrato sul tema dell'anno, non può e non deve essere esaustivo, né richiamare tutte le istanze pastorali o elencare le attività di ogni settore. Esso si limita a offrire la traccia di un cammino, perché il messaggio della Lettera pastorale e la tematica connessa possano essere messi a fuoco durante l'anno in connessione con i diversi tempi liturgici e perché diano vita ad alcune specifiche iniziative. Le comunità locali continueranno nel perseguimento degli obiettivi della pastorale ordinaria e del progetto pastorale parrocchiale. In particolare proseguiranno il cammino di catechesi degli adulti utilizzando la terza parte del nuovo Catechismo La verità vi farà liberi intitolata A Te Dio Padre onnipotente. Sarà disponibile in autunno un sussidio predisposto dall'Ufficio Catechistico Nazionale. I gruppi di ascolto, dove si promuove una lettura popolare della Parola, saranno sostenuti da un sussidio in otto schede sul tema della Paternità di Dio. Le tappe dell'anno liturgico costituiscono da sempre l'itinerario fondamentale nella pedagogia della Chiesa come comunità orante ed eucaristica. Ne adottiamo lo schema anche per l'itinerario pastorale dell'anno 1998-99, cercando di coniugare le specificità di ciascuno dei tempi forti della liturgia con i principali messaggi e obiettivi pastorali del tema dell'anno. L'attenzione è posta sul ciclo Avvento-Natale e sui tempi della Quaresima e della Pasqua. Si sottolinea che il centro della vita pastorale della comunità è espresso dall'evento pasquale e dalla sua celebrazione nel sacro Triduo. Prima dell'inizio del nuovo anno liturgico 1998-99 la programmazione dell'attività pastorale avrà, tra metà settembre e metà novembre, come suoi punti focali la presentazione e l'approfondimento della Lettera pastorale dell'Arcivescovo e la Veglia missionaria Figli del Padre celeste. In questo strumento sono indicati suggerimenti per la programmazione pastorale dell'itinerario nei tempi forti dell'anno liturgico. Nel periodo dopo l'estate (settembre 1999) si svolgeranno un pellegrinaggio diocesano per l'anno pregiubilare nelle terre delle radici della nostra fede e, in concomitanza, pellegrinaggi ai più antichi luoghi di culto della Diocesi. Come gesto simbolico che accompagna l'itinerario dell'anno proponiamo l'iniziativa illustrata nella scheda: "Il simbolo del pellegrinaggio nel giorno del Signore" (cfr. p. 17). L'itinerario nei tempi forti Tempo di Avvento e Natale Tema e messaggio Padre, venga il tuo Regno L'Evangelo del Regno di Dio Il ministero di Gesù svela che Dio è nel cuore di ogni persona Obiettivi pastorali 1. L'annuncio kerigmatico ai "lontani" 2. La catechesi alla comunità dei fedeli Strumenti e iniziative 1. La consegna del Padre nostro in ogni casa 2. Il sussidio Padre, venga il tuo Regno 3. La preghiera di Taizé: i giovani d'Europa a Milano Tempo di Quaresima Tema e messaggio Padre, perdona i nostri peccati Camminare insieme con tutti Lasciatevi riconciliare con Dio Padre dei giusti e degli ingiusti Obiettivi pastorali 1. La Confessione plasmata dal messaggio della Parola di Dio 2. La Quaresima come itinerario penitenziale di Riconciliazione Strumenti e iniziative 1. La catechesi quaresimale dell'Arcivescovo 2. I sussidi Padre, liberaci dal male e Celebriamo la Quaresima 3. La formula dell'atto di contrizione nella Confessione 4. L'iniziativa per il debito pubblico internazionale Il sacro Triduo pasquale Tema e messaggio Padre, siano con me quelli che mi hai dato La riconciliazione con Dio Padre di tutti Nel Crocifisso Risorto tutti siamo resi figli di Dio Tempo di Pasqua Tema e messaggio Padre, sia glorificato il tuo nome Annuncio e dialogo nel ministero ecclesiale Il discernimento dell'universale opera dello Spirito di Dio Obiettivi pastorali 1. La preparazione dei fedeli al dialogo e all'annuncio 2. La preghiera per le vocazioni e la cura di suscitarle 3. Il senso del pellegrinare nelle terre delle radici della fede Strumenti e iniziative 1. Esempi qualificati di dialogo e discernimento in alcune città 2. Pentecoste: le Chiese di fronte alle Genti 3. La preparazione della Diocesi al pellegrinaggio pregiubilare Padre, venga il tuo Regno Messaggio L'Evangelo del Regno di Dio Il ministero di Gesù svela che Dio è nel cuore di ogni persona Gesù non parla astrattamente della Paternità di Dio, ma predica l'Evangelo del Regno. Per Gesù annunciare il Regno di Dio, ovvero la Signoria del Padre sia nella vita sua e di ciascuno, sia nella storia dell'intera umanità, significa svelare l'esserci di Dio nella sua persona e nell'intimo del cuore di chi si lascia incontrare da Dio. Infatti il Dio, che Gesù Cristo rivela, non è il Dio settario che la religiosità umana da sempre si rappresenta: un Dio che sta solo con noi (cfr. Luca 9, 49-50). Da questa idolatrica concezione di Dio ci libera la predicazione di Gesù. San Paolo lo ribadisce con forza: "Forse Dio è Dio soltanto dei Giudei? Non lo è anche dei pagani? Certo, anche dei pagani! Poiché non c'è che un solo Dio..." (Romani, 3, 29-30a). Con questa sua inaudita rivelazione di Dio Gesù desta spesso nei suoi interlocutori lo stupore per l'imprevista scoperta di avere la fede. "La tua fede ti ha salvato... I tuoi peccati ti sono rimessi..." è l'annuncio che risuona ripetutamente sulle sue labbra come Evangelo. La fede è dono di Dio, espressione della vita di Dio che misteriosamente opera nell'intimo dei cuori. L'universalità della Paternità di Dio non è affermata in base a ragionamenti su Dio. Essa risulta come conseguenza del fatto che Gesù proclama questo suo Evangelo al peccatore, al pagano, all'escluso: nessuno è lasciato nella maledizione di essere senza Dio. Obiettivi pastorali 1. L'annuncio kerigmatico ai "lontani" Durante questo periodo dell'anno un primo obiettivo dovrebbe essere quello di portare il più possibile, sull'esempio di Gesù, il kerigma dell'Evangelo del Regno alle persone lontane dalla pratica religiosa. Le occasioni possono essere le più diverse, spesso non programmabili. Dal punto di vista pastorale è bene valorizzare la visita alle famiglie per la benedizione natalizia come eventuale occasione per avviare la possibilità d'incontro con quelle persone a cui l'Evangelo del Regno non è ancora risuonato come notizia gioiosa che Dio Padre ci ama e ci ha inviato suo Figlio, o non è giunto come sconvolgente scoperta che lo Spirito di Dio vive nell'intimo del proprio cuore. È realistico prevedere che percentualmente non poche saranno le visite alle famiglie nelle quali mancherà il tempo per un minimo di colloquio o la possibilità concreta d'incontrare le persone, proprio quelle che sarebbe stato più opportuno accostare. Per ovviare il più possibile a questo limite diventa sempre più urgente coinvolgere in questo servizio laici/e e consacrati/e come figure ministeriali preparate a tale scopo. È comunque da considerare risultato pastoralmente positivo se la visita alle famiglie, almeno in un certo numero di casi, offre almeno l'avvio di un rapporto che possa essere successivamente coltivato. La notte di Natale è uno dei momenti pastoralmente opportuni per il kerigma evangelico rivolto a tutti e in particolare a quelli che partecipano raramente all'Eucaristia3. 2. La catechesi alla comunità dei fedeli Tutto questo esige, da parte della comunità cristiana, cammini di maturazione e di conversione della mentalità e dei comportamenti verso chi non le appartiene o non la frequenta. L'obiettivo di questi cammini è duplice: a) l'apertura della comunità cristiana praticante agli orizzonti universali della rivelazione (la missione alle genti e il pellegrinaggio dei popoli verso il Regno, a cui rimanda il giubileo); b) la sensibilizzazione dei cristiani adulti perché possano divenire attivi testimoni dell'Evangelo del Regno di Dio e collaborare nel ministero dell'annuncio kerigmatico. Al perseguimento di questo secondo obiettivo, con il contributo di un apposito sussidio (Padre, venga il tuo Regno), mireranno la predicazione e la celebrazione liturgica nelle assemblee festive dalla Regalità di Cristo al ciclo delle domeniche d'Avvento. La predicazione domenicale e il linguaggio simbolico della liturgia potranno offrire (di domenica in domenica, come attraverso un percorso a tappe) il senso della storia letta come un pellegrinaggio di tutti i popoli verso il Regno di Dio Padre. Alla guida del cammino è venuto a porsi il Signore Gesù. In mezzo alla grande fiumana di umanità in cammino, la sollecitudine evangelica della Chiesa è perché nessuno si perda d'animo e tutti scoprano la forza dello Spirito per giungere alla meta. Strumenti e iniziative 1. La consegna del Padre nostro in ogni casa La tradizionale visita alle famiglie della parrocchia, qualunque siano le modalità in cui viene programmata, sarà strumento pastoralmente significativo in riferimento al tema dell'anno Dio Padre di tutti, se verrà caratterizzata dalla consegna in ogni casa del Padre nostro. Verrà pubblicato un opuscolo da portare nelle case contenente: - una raffigurazione che rappresenti il pellegrinaggio dell'umanità guidata dal Signore verso il Padre che è nei cieli; - la lettera dell'Arcivescovo; - il testo dell'orazione del Signore con un'introduzione e la dossologia finale; - brevi benedizioni del Nome di Dio Padre di tutti perché in ogni casa non manchi chi le pronuncia presiedendo alla preghiera in famiglia (ai pasti, la sera, in alcune circo- stanze...) o pregando nel segreto del proprio cuore. Il Parroco presenti l'iniziativa ai ministri della Parrocchia coinvolti nella visita alle famiglie. 2. Il sussidio Padre, venga il tuo Regno Il sussidio Padre, venga il tuo Regno, composto da due opuscoli, sarà uno strumento per la preghiera personale quotidiana e per i cammini di maturazione della comunità attraverso la predicazione domenicale. Il primo opuscolo conterrà una meditazione sul Padre Nostro attraverso i seguenti temi: il Regno universale di Dio, sua attesa e realizzazione; l'agire secondo i valori evangelici del Regno; la comunità cristiana alternativa quale anticipazione profetica del Regno. Il secondo opuscolo offrirà suggerimenti semplici, ma essenziali per la predicazione festiva e per la formazione dei fedeli all'incontro con famiglie e persone "lontane". Nella comunità parrocchiale o decanale è importante individuare persone di sapienza e maturità spirituale, serene e accoglienti, capaci di ascolto delle persone e di visioni lungimiranti per un dialogo nella carità. 3. La preghiera di Taizé: i giovani d'Europa a Milano Dal 28 dicembre '98 al 1° gennaio '99 a Milano (in parrocchie della Diocesi e presso la Fiera) si svolgeranno le giornate europee di preghiera organizzate per i giovani dalla Comunità ecumenica di Taizé. L'evento, di grande significato ecclesiale, coinvolgerà molte comunità parrocchiali nell'accoglienza e nella partecipazione dei giovani a un'esperienza spirituale molto intensa. Infatti è nell'interiorità della preghiera che il Regno di Dio può apparire come lo descrive Gesù alla samaritana: "Chi beve dell'acqua che io gli darò non avrà mai più sete, anzi l'acqua che io gli darò diventerà in lui sorgente di acqua che zampilla per la vita eterna" (Giovanni 4,14). Padre, perdona i nostri peccati Messaggio Camminare insieme con tutti Lasciatevi riconciliare con Dio Padre dei giusti e degli ingiusti Dio Padre e il suo Regno sono la meta cui è chiamato il cammino personale e universale della nostra esistenza terrena. Noi però non sempre abbiamo saputo camminare insieme con gli altri e spesso ci siamo scordati di avere tutti ricevuto da Dio la stessa vita, il suo soffio vitale (ruah). La Quaresima è un itinerario penitenziale guidato dallo Spirito per accogliere l'appello evangelico alla conversione. Siamo chiamati a vivere con autenticità la vocazione battesimale e a lasciarci riconciliare con Dio. Quest'anno l'itinerario riconciliativo metterà a fuoco soprattutto che la riconciliazione esige di riprendere il cammino insieme a tutti, perché in Cristo ogni uomo e ogni donna sono nostro fratello e nostra sorella. Dio infatti fa piovere e splendere il sole sui giusti e sugli ingiusti, sui vicini e sui lontani, sui buoni e sui malvagi: egli è Padre di tutti, al di là delle nostre differenze etiche e religiose, sociali e culturali. Obiettivi pastorali 1. La Confessione plasmata dal messaggio della Parola di Dio A un livello il più popolare possibile è urgente proporre ai fedeli un modo di accostarsi alla Confessione o Riconciliazione sacramentale che nasca dall'ascolto della Parola di Dio e che celebri nella potenza dello Spirito la misericordia di Dio Padre testimoniata dall'Evangelo di Gesù Cristo. A questo scopo è opportuno suggerire, sia nella predicazione che nella confessione, che i fedeli si accostino alla Riconciliazione avendo in mente un evento della storia della salvezza o almeno una frase dell'Evangelo (o dei comandamenti o di un altro testo biblico) alla cui luce si sono interrogati e si confessano (confessio laudis, confessio vitae, confessio misericordiae) come peccatori che, certi dell'amore di Dio Padre, ne invocano la misericordia. Qualora questo non avvenga (come è nella maggior parte dei casi) il ministro legga un breve brano biblico oppure faccia esplicito riferimento a testi della liturgia domenicale più recente, o a passi che esprimano il messaggio del tema dell'anno pastorale in corso (l'appello del Signore a camminare insieme a tutti verso l'unico Padre), o a espressioni bibliche pertinenti rispetto alla situazione spirituale del penitente. Da quel testo il ministro tragga lo spunto per le sue parole di esortazione alla vita cristiana. Alla lettura personale e meditata di quel testo sia esplicitamente rimandato il fedele per la sua soddisfazione della penitenza. Per l'atto di contrizione si favorisca la diffusione di una preghiera biblica (cfr. La formula dell'atto di contrizione nella Confessione, p. 12). Il tema di questo anno pastorale favorisce l'opportunità di attualizzare il kerigma dell'Evangelo del Regno (vedi Tempo di Avvento e Natale) nella celebrazione individuale del sacramento della Riconciliazione. Infatti per ogni fedele la celebrazione di questo sacramento deve poter essere l'esperienza dell'irrompere nella propria vita del kerigma evangelico del Signore, che, per la forza dello Spirito, gli annuncia: "Va', la tua fede ti ha salvato, i tuoi peccati ti sono rimessi". Allo scopo di far riscoprire questo senso dell'incontro sacramentale con il Signore, sarebbe pastoralmente opportuno che, nelle parole rivolte dal ministro al penitente, si fosse essenziali nei richiami ai principi morali già noti e si desse più spazio a far vivere la solennità della Riconciliazione. Troppo spesso l'assoluzione rischia di essere una specie di formula di congedo: il rischio è che la confessione sia avvertita come colloquio tra due persone e non emerga che protagonista è il Signore. Un sacramento invece è sempre actio Christi. La solennità nel gesto dell'assoluzione sia espressa dal ministro soprattutto attraverso un intenso senso di raccoglimento interiore nel pronunciare la formula e nell'imporre le mani, o almeno la destra, sul capo del penitente. 2. La Quaresima come itinerario penitenziale di Riconciliazione La dimensione di itinerario nella prassi pastorale e celebrativa non è facile da attuare. Riuscire ad avere e a dare il senso del percorso a tappe e della gradualità proporzionata alla reale e personale situazione del soggetto è un obiettivo non ovvio, ma essenziale. La Quaresima è un tempo di sei settimane lungo le quali è possibile dispiegare atti e momenti funzionali a un'autentica celebrazione di penitenza e riconciliazione. Esse infatti non sono adeguatamente comprese e vissute quando vengono ridotte a un'unica celebrazione. La proposta pastorale, per recuperare il senso dell'itinerario, dovrà essere diversificata e discreta per evitare forzature e artificiosità. Abbiamo a disposizione le proposte de Il Rito della Penitenza. In forme più generiche per il complesso della comunità oppure in forme più caratterizzate per gruppi e singoli già un po' preparati, è opportuno cercare di proporre alcune tappe di un cammino. Il rito di imposizione delle ceneri (preferibilmente nel primo lunedì di Quaresima oppure nel pomeriggio della prima domenica) può essere valorizzato come ingresso nel percorso quaresimale. Si tratta di elencare nella celebrazione, con discreta sapienza pastorale, gli impegni e gli appuntamenti a cui la comunità è invitata per le tappe di quella Quaresima. L'ascolto della catechesi tenuta dall'Arcivescovo il martedì sera e la partecipazione alle celebrazioni dei venerdì in parrocchia sostanziano in modo significativo la proposta di impegno rivolta a tutti. Tuttavia i gruppi potrebbero anche ascoltare insieme la catechesi del martedì e poi, alla luce di essa, verificare la propria vita. A eventuali gruppi più preparati o a quanti cercano un itinerario personalizzato, oltre al suddetto impegno, è possibile proporre che il tempo quaresimale sia vissuto come itinerario riconciliativo a tappe: a) l'ascolto e l'approfondimento personale e comunitario del messaggio biblico (lectio divina) a proposito della Paternità universale di Dio; b) la definizione di gesti penitenziali personali e comunitari da compiersi nell'arco del tempo quaresimale per esprimere l'esigenza del camminare insieme a tutti; c) il colloquio con il ministro del sacramento per una verifica della propria vita e un orientamento delle proprie scelte; d) la conclusione, nei primi tre giorni della settimana santa, con una liturgia della Parola e la celebrazione della Riconciliazione secondo Il Rito della Penitenza. I partecipanti al cammino quaresimale del gruppo potrebbero recarsi processionalmente all'altare (come si esce per la comunione) e formulare sottovoce al ministro in forma essenziale l'accusa dei peccati, ricevere solennemente l'assoluzione sacramentale individuale e un fraterno segno della pace del Signore. Questa proposta è del tutto opzionale e serve solo a esemplificare in quale direzione potrebbe evolversi la pastorale quando intendesse offrire itinerari specifici e mirati. Strumenti e iniziative 1. La catechesi quaresimale dell'Arcivescovo In considerazione del risultato positivo dell'esperienza della Quaresima 1998, continuerà l'iniziativa quaresimale dei martedì con la predicazione dell'Arcivescovo via radio e televisione. 2. I sussidi Padre, liberaci dal male e Celebriamo la Quaresima Per la meditazione e la preghiera personale sarà pubblicato il sussidio Padre, liberaci dal male. L'ultima invocazione del Padre Nostro apre alla consapevolezza della misericordia di Dio e del male nel vivere personale e sociale, alla scoperta di gesti di liberazione dal male e alla proposta del sacramento della Riconciliazione. La celebrazione della Parola nei venerdì di Quaresima può avere valenza sia penitenziale, sia meditativa riguardo alla narrazione evangelica della Passione del Signore. Si possono utilizzare gli Schemi per Liturgie penitenziali della Parola, pubblicati in Celebriamo la Quaresima, a cura del Servizio per la Pastorale liturgica (Centro Ambrosiano, 1998). I presbiteri offrano ai fedeli la possibilità di accostarsi al sacramento della Penitenza e Riconciliazione o di volta in volta o in una celebrazione comunitaria conclusiva. 3. La formula dell'atto di contrizione nella Confessione Nel territorio della Diocesi ambrosiana è prevalentemente diffusa l'usanza di recitare, da parte dei penitenti, l'atto di contrizione "O Gesù d'amore acceso..." al posto del tradizionale atto di dolore, che non è di facile memorizzazione. È noto che il nuovo Rito della Penitenza prevede nove formule per la contrizione del penitente, tra le quali non compare la suddetta formula "O Gesù d'amore acceso...". Essa non è biblica (vedi l'indicazione del Comitato delle Diocesi Lombarde per il Giubileo del 2000, espresse nel documento Cammino di Conversione e Sacramento della Riconciliazione: "Si usino le formule previste dal Rituale e si eliminino possibilmente quelle puerili e teologicamente povere"). Tuttavia la prassi di ricorrere a qualcuna delle formule proposte dal nuovo rituale è pochissimo diffusa. Le ragioni sono probabilmente diverse: tra queste il fatto di non aver proposto la diffusione a livello popolare di almeno una formula, possibilmente biblica e breve. Per questo si propone di diffondere l'uso della formula n. 9 del Rituale che è duplice. Il testo più esteso corrisponde a quello proposto dal Catechismo dei fanciulli, che dovrà quindi essere imparato a memoria dai candidati alla prima Confessione. Il testo più breve risulterà di facile memorizzazione per tutti. Resta comunque la libertà al penitente di scegliere dal Rituale la formula che preferisce. L'iniziativa pastorale, da realizzare pertanto a partire dalla Quaresima '99, è di diffondere in Diocesi, in modo il più possibile capillare, le due dizioni della formula 9: La dizione B, anche se è la più breve tra quelle proposte dal nuovo Rito della Penitenza, è di grande significato spirituale. Riecheggia la preghiera del pubblicano al tempio, che diversamente dall'uomo religioso certo della sua giustizia, esce perdonato dall'incontro con Dio. Essendo rivolta al Signore Gesù ha il vantaggio di favorire il perseguimento del primo obiettivo pastorale (vedi sopra): dare il senso che, nel sacramento, la confessione è presentata al Signore e che da lui viene l'annuncio della salvezza. Questa formula infatti costituisce la preghiera del cuore, che una delle più antiche tradizioni spirituali suggerisce ai battezzati di ripetere frequentemente al ritmo del proprio respiro per rispondere, almeno in parte, al comando del Signore di pregare incessantemente. In ogni caso la continuità tra invocazione ripetuta (anche solo qualche rara volta) nella propria vita quotidiana e atto di contrizione espresso nella celebrazione del sacramento non è priva di effetti positivi per il rapporto tra liturgia e vita. La proposta agli adulti sia accompagnata dalla spiegazione di queste motivazioni. È necessario presentare le due possibilità della formula 9 a tutti i livelli della catechesi, particolarmente tra coloro che si preparano ai sacramenti dell'iniziazione cristiana. Si annunci l'iniziativa nella predicazione domenicale prima e durante la Quaresima. La pratica della confessione individuale sarà poi ulteriore sede di informazione e spiegazione. A livello diocesano si provvederà al sostegno dell'iniziativa con servizi sui settimanali e con la pubblicazione di appositi cartoncini per i confessionali. 4. Le iniziative per il debito pubblico internazionale La Quaresima sarà anche l'occasione per favorire la realizzazione dell'impegno concreto proposto da Giovanni Paolo II nella Tertio millennio adveniente: "nello spirito del Libro del Levitico (25,8-28), i cristiani dovranno farsi voce di tutti i poveri del mondo, proponendo il Giubileo come un tempo opportuno per pensare, tra l'altro, a una consistente riduzione, se non proprio al totale condono, del debito internazionale, che pesa sul destino di molte nazioni" (51). Affinché "non avvenga che si offra come dono di carità ciò che è già dovuto a titolo di giustizia" è innanzitutto necessario coscientizzare, attraverso una campagna di sensibilizzazione popolare, la questione della remissione del debito pubblico. Lo scopo è triplice: spiegare a tutti, anche ai non esperti, quale peso non sopportabile dai popoli poveri implichi il debito internazionale, far emergere proposte concretamente attuabili dalle comunità delle nazioni e proporre un gesto di impegno personale e delle comunità cristiane. L'iniziativa nel tempo quaresimale, pertanto, assume il significato di un gesto concreto per camminare insieme ai poveri, agli esclusi, agli emarginati, condizione per essere riconciliati con Dio Padre di tutti. I programmi dell'iniziativa saranno annunciati e illustrati già nella Veglia missionaria 1998. Padre, siano con me quelli che mi hai dato Messaggio La riconciliazione con Dio Padre di tutti Nel Crocifisso Risorto tutti siamo resi figli di Dio L'itinerario ha nella celebrazione del Triduo pasquale il suo fulcro. È importante riuscire a presentare tutto il cammino come tensione verso questo culmen e come promanazione da questa fons. L'itinerario non deve prevedere nulla per le giornate del Triduo se non il fatto di viverle e celebrarle con la massima intensità spirituale. In questi giorni i fedeli siano orientati a contemplare del mistero pasquale proprio l'aspetto espresso dal tema e dal messaggio che fonda l'itinerario: nel Figlio crocifisso e risorto tutti sono resi figlie e figli di Dio. È infatti nella Pasqua di Cristo che siamo riconciliati con Dio Padre: "Se, quand'eravamo nemici, siamo stati riconciliati con Dio per mezzo della morte del Figlio suo, molto più ora che siamo stati riconciliati, saremo salvati mediante la sua vita" (Romani 5,10). Questa vita, come la fede che salva, è dono di Dio, è il dono pasquale dello Spirito di Cristo. Padre, sia glorificato il tuo nome Messaggio Annuncio e dialogo nel ministero ecclesiale Il discernimento dell'universale opera dello Spirito di Dio L'evento pasquale, celebrato nel sacro Triduo, suscita la testimonianza evangelica del Risorto attraverso il ministero ecclesiale tra i popoli della terra. La Chiesa è nel mondo testimone del suo Signore svolgendo un ministero di dialogo e annuncio. Quando questo ministero è esercitato come discernimento dello Spirito, dialogo e annuncio non risultano alternativi o contrapposti, ma inseparabili. La Chiesa infatti è costitutivamente missionaria e nella sua missione si lascia guidare dall'intelligenza dello Spirito. Nell'anno pastorale incentrato sulla Paternità universale di Dio l'attenzione si concentra sull'esigenza di un discernimento che riconosca, tra le opacità umane, i segni dell'opera dello Spirito nel mondo. La sua divina missione infatti è quella di suscitare nei cuori la ricerca del volto di Dio e di manifestare l'universale fecondità della Pasqua di Gesù Cristo. La convinzione che guida la comunità ecclesiale nel suo approccio con ogni persona per l'annuncio e il dialogo è la stessa convinzione espressa dall'Arcivescovo in Tre racconti dello Spirito e già richiamata (nell'iniziale presentazione del tema per l'anno pastorale): "Lo Spirito c'è e sta operando, arriva prima di noi... arriva anche là dove mai avremmo immaginato". Obiettivi pastorali 1. La preparazione dei fedeli al dialogo e all'annuncio Nella comunità cristiana convivono atteggiamenti e visioni abbastanza diverse riguardo alle grandi questioni poste dall'attuale società secolarizzata e multireligiosa. I nuovi problemi colgono sempre un po' tutti impreparati. Nella sua vita quotidiana, al lavoro o a scuola, per strada o nel tempo libero, il cristiano incontra sempre più persone la cui identità culturale e religiosa interpella la sua. Quanti cristiani sanno rendere ragione della speranza che è in loro? Si fa dunque impellente l'esigenza di una formazione al dialogo e all'annuncio in termini che non vanifichino identità e specificità del cristianesimo e che, nello stesso tempo, sappiano esprimerle come capacità di riconoscere l'universale opera di Dio nel mondo. "La consapevolezza della novità della fede cristiana - afferma infatti il 47° Sinodo diocesano - è indispensabile per una vera apertura al dialogo. Il cristiano non assolutizzi mai la propria personale esperienza di fede e non la confonda con la pienezza della verità rivelata in Gesù Cristo. Questa consapevolezza e questo atteggiamento permettono al cristiano di accostare con fraternità ogni persona: da tutti sa di poter imparare per testimoniare il dono della fede" (cost. 317 §1). L'obiettivo pastorale che ci si propone è dunque quello di contribuire alla formazione dei fedeli offrendo, a livello zonale, esempi qualificati di autentici approcci del cristiano nei confronti di chi, nella società secolarizzata e multireligiosa, non ha la sua fede. 2. La preghiera per le vocazioni e la cura di suscitarle "Non sapevate che io devo occuparmi delle cose del Padre mio?" (Lc 2, 49): quello che Gesù dodicenne afferma dinanzi ai suoi genitori e ai dottori del Tempio è la manifestazione di un mistero che deve continuare ad abitare nel cuore della Chiesa. "Il passaggio di millennio richiede un soprassalto di fiducia nel Signore che dice ancora oggi a molti giovani: mi ami tu più di costoro? Quale occasione più bella di quella di una preghiera per le vocazioni, che vuole aprire l'animo di una Chiesa alla fiducia che lo Spirito sta operando, chiamando per nome, invitando e incoraggiando molte persone a un dono totale di sé per il Regno di Dio. La ripresa di coscienza dei ministri sacri, dei genitori e dei catechisti e di tutti i fedeli del legame sostanziale tra amore personale a Gesù e vocazione al ministero è salvezza di una Chiesa, garanzia del futuro, certezza di essere fondati sulla roccia che non crolla". Sono espressioni forti che l'Arcivescovo ha usato nella veglia diocesana di preghiera per le vocazioni il 28 novembre 1997. L'obiettivo pastorale che ci si propone è che ogni parrocchia assuma in proprio questo stato di preghiera e questo coraggio di proposta, facendone esplicito riferimento nelle occasioni più opportune di questo tempo liturgico. 3. Il senso del pellegrinare nelle terre delle radici della fede La fede si rafforza nella misura in cui cresce la memoria degli eventi che l'hanno suscitata e delle radici che l'hanno alimentata. Il Giubileo è occasione provvidenziale per una riscoperta delle radici della propria fede. Il pellegrinaggio, segno eloquente del nostro pellegrinare nella storia in attesa del Giorno del Signore, assume il suo senso più forte quando si svolge nei luoghi connessi con la storia della rivelazione di Dio al suo popolo e con la venuta del Signore di cui attendiamo il ritorno. Per questo è significativo che il pellegrinaggio nell'anno pregiubilare, con simbolica rappresentanza delle diverse realtà ecclesiali, si svolga nelle terre delle radici della fede, la fede di Abramo e di Mosè, di Davide e di Gesù, della comunità apostolica e della prima comunità chiamata cristiana. L'obiettivo pastorale è quello di una grande preparazione di tutta la Chiesa ambrosiana e di ogni comunità parrocchiale al pellegrinaggio diocesano e al senso più vasto del pellegrinare. Questa preparazione è pertanto finalizzata a educare i fedeli al senso del pellegrinaggio giubilare Scheda Il simbolo del pellegrinaggio nel Giorno del Signore Per l'intero anno pastorale, soprattutto nei tempi forti (a partire dall'Avvento) e nelle circostanze pastoralmente più opportune, proponiamo che si celebri più frequentemente un gesto liturgico di intenso valore simbolico da connettere con il tema del Giubileo: la celebrazione festiva dell'Eucaristia (almeno in una delle Messe d'orario) si inizi e si concluda con la processione del celebrante insieme ai ministranti e a un congruo gruppo di fedeli (giovani e adulti o ragazzi: ad essi andranno riservati dei posti nelle prime file). All'ingresso la processione partirebbe con celebrante e ministranti dalla sacrestia, raccoglierebbe un gruppo di fedeli accolti alle porte della chiesa e si recherebbe all'altare, ai cui piedi si possono cantare i dodici Kyrie eleison secondo il previsto rito ambrosiano. Dopo il rito conclusivo della benedizione, prima dell'uscita dei fedeli, si riforma lo stesso gruppo processionale fino alle porte della chiesa (o sul sagrato) dove il celebrante può salutare i fedeli che escono dalla celebrazione e intrattenersi con alcuni di loro. Di domenica in domenica, giorno del Signore, il gruppo di fedeli coinvolti nel gesto processionale o nel saluto di congedo potrà variare secondo le opportunità. La processione ha evidentemente il significato simbolico di rappresentare il cammino della vita di ciascuno e della storia di tutta l'umanità. Il cammino è il grande pellegrinaggio verso Dio Padre di tutti, verso la pienezza del Regno profetizzata con la visione di tutti i popoli che salgono a Gerusalemme. Il clima generale del Giubileo e sapienti didascalie a commento del gesto liturgico favoriranno la lettura del linguaggio simbolico, fortemente evocativo. È importante che i momenti processionali siano due (in entrata e in uscita), perché essi hanno simbolicamente la funzione di inquadrare la celebrazione eucaristica raccordandola alla vita quotidiana da cui veniamo e a cui ritorniamo e, pertanto, caratterizzandola come la sosta (l'accampamento del popolo in cammino nel deserto) durante la quale la carovana si riunisce per rifocillarsi (con la parola di Dio e il pane disceso dal cielo). È pure importante che i due gesti processionali nel loro svolgimento non siano rattrappiti, né puramente formali. Il canto iniziale dei Kyrie imprime solennità liturgica: esso esprime la necessità, per chi accede alla presenza del Signore, di purificarsi dalla polvere delle strade percorse nella propria vita ma anche la gioia, piena di ammirazione e di speranza, del cristiano che acclama e si affida al Signore Risorto. Al congedo, il cordiale saluto e augurio per la nuova settimana esprime quella comunione fraterna che, rigenerata nell'Eucaristia, accompagna a riprendere solidali la propria vita quotidiana come pellegrinaggio con tutti verso Dio Padre e il suo Regno. Come frutto dell'anno pregiubilare, l'iniziativa potrà diventare stabile consuetudine con l'inizio del nuovo millennio. È inutile sottolineare quanto sia di decisiva importanza pastorale, per la frequenza dei fedeli all'Eucaristia domenicale, la cura dei gesti di accoglienza e di cordiale rapporto umano nel congedo. 1 "Il 1999, terzo ed ultimo anno preparatorio, avrà la funzione di dilatare gli orizzonti del credente secondo la prospettiva stessa di Cristo. La prospettiva del "Padre che è nei cieli" (cf. Mt 5,45), dal quale è stato mandato ed al quale è ritornato (cfr. Gv 16,28). "Questa è la vita eterna: che conoscano te, l'unico vero Dio, e colui che hai mandato, Gesù Cristo" (Gv 17,3). Tutta la vita cristiana è come un grande pellegrinaggio verso la casa del Padre, di cui si riscopre ogni giorno l'amore incondizionato per ogni creatura umana, ed in particolare per il "figlio perduto" (cfr. Lc 15,11-32). Tale pellegrinaggio coinvolge l'intimo della persona allargandosi alla comunità credente per raggiungere l'intera umanità" (TMA, n. 49). 2 "È la convinzione che lo Spirito c'è, anche oggi, come al tempo di Gesù e degli Apostoli. C'è e sta operando, arriva prima di noi, lavora più di noi e meglio di noi; a noi non tocca né seminarlo né svegliarlo, ma anzitutto riconoscerlo, accoglierlo, assecondarlo, fargli strada, andargli dietro. C'è e non si è mai perso d'animo, al contrario sorride, danza, penetra, investe, avvolge, arriva anche là dove mai avremmo immaginato. Di fronte alla crisi nodale della nostra epoca che è la perdita del senso di Dio, lo Spirito sta giocando, nell'invisibilità e nella piccolezza, la sua partita vittoriosa" (Tre Racconti dello Spirito, p. 11). 3 Per il carattere kerigmatico di questa veglia è assolutamente da evitare la celebrazione di Battesimi prima e durante l'Eucaristia della notte di Natale (cfr. Sinodo diocesano 47°, cost. 105 §1). 4 Cfr. Pontificio Consiglio della pastorale per i migrantes e gli itineranti, Il pellegrinaggio nel Grande Giubileo del 2000 e la Nota della CEI sullo stesso argomento, di prossima pubblicazione. Calendario diocesano anno pastorale 1998-1999 A = Celebrazioni diocesane generali B = Celebrazioni diocesane per settori C = Iniziative diocesane di formazione D = Giornate diocesane E = Iniziative per il clero Agosto 23-28 Esercizi ISMI (Caravate) E Settembre 4 Professioni perpetue delle religiose (Duomo di Milano) B 6 Rito della Consacrazione nell'Ordo Virginum B 7-10 Lettura ecumenica della Parola "Popoli e popolo di Dio" (Motta di Campodolcino) C 8 Inaugurazione dell'anno pastorale, pubblicazione della Lettera pastorale A 8-18 Presentazioni del programma di pastorale giovanile anno pastorale 98-99 C 8-24 4 giorni catechisti nelle zone pastorali C 11-13 Convegno diocesano delle Caritas decanali C 13 Ripresa Gruppo Samuele C 19 Inaugurazione del Seminario di S. Pietro Martire (Seveso), Rito di ammissione tra i candidati al diaconato e presbiterato A 19-20 2 giorni educatori preadolescenti e adolescenti e 18-19enni C 25 Redditio Symboli (Peregrinatio Crucis) B 27 Giornata per il Seminario D 27 Festa degli oratori D Ottobre 3-4 Ordinazioni diaconali A 4 Assemblea diocesana dei Responsabili di Pastorale Missionaria (c/o PIME - Milano) C 4 Convegno diocesano adolescenti C 5-6 Incontro sul tema della Riconciliazione per i presbiteri della zona 6 (Triuggio) E 8 Inizio della Scuola di accompagnamento spirituale (Seminario C.so Venezia - Milano) C 8 Inizio Scuola della Parola per i giovani E 9 Presentazione della Lettera pastorale ai consacrati/e (Istituto Leone XIII - Milano) C 10-11 Convegni di zona giovani AC C 12-13 Incontro sul tema della Riconciliazione per i presbiteri della zona 5 (Seveso) E 13 Incontro sul tema della Riconciliazione per i presbiteri della zona 4 (Seminario C.so Venezia - Milano) E 17 (o 24) Veglia Missionaria diocesana A 17 Incontro con i malati in Duomo (Duomo di Milano) B 18 Giornata Missionaria Mondiale D 18 Convegno diocesano fidanzati C 18 Rito di ammissione tra i candidati al diaconato permanente A 18 Incontri di spiritualità per gli impegnati nelle realtà sociali e politiche - zone pastorali Sesto e Monza C 19-20 Incontro sul tema della Riconciliazione per i presbiteri della zona 7 (Triuggio) E 20 Incontro sul tema della Riconciliazione per i presbiteri della zona 4 (Rho) E 21 Incontro scuola educatori con l'Arcivescovo C 23 Incontro con l'Arcivescovo per inizio anno scolastico B 24 Convegno Oratori C 24-25 Promesse Cenacolo B 25 Incontri di spiritualità per gli impegnati nelle realtà sociali e politiche - zona past. Lecco C 25-30 Esercizi ISMI (Caravate) E 26-27 Incontro sul tema della Riconciliazione per i presbiteri della zona 2 (Collegio De Filippi - Varese) E 27 Incontro sul tema della Riconciliazione per i presbiteri della zona 4 (Rho) E Novembre 2-7 Esercizi ISMI (Caravate) E 7 Convegno diocesano Caritas C 8 Gruppo Samuele C 8 Convegno educatori ACR C 8 Giornata diocesana Caritas D 10-12 Pellegrinaggio diocesano ad Assisi e Foligno A 12 Scuola della Parola B 14 Convegno quattordicenni ACR C 14 Incontri di spiritualità per gli impegnati nelle realtà sociali e politiche - zona past. Milano C 15 Incontri di spiritualità per gli impegnati nelle realtà sociali e politiche - zona past. Rho C 19 Incontro ISMI zona pastorale 2 E 21 Giornata mondiale "pro orantibus" D 22 Convegno giovani AC C 22 Giornata per le Nuove Chiese D 22 Incontri di spiritualità per gli impegnati nelle realtà sociali e politiche - zone pastorali Melegnano e Varese C 23-24 Convegno diocesano corali C 24 Incontro ISMI zona pastorale 3 E 26 Incontro ISMI zona pastorale 7 E 28 Convegno di Pastorale della sanità C 28 Istituzione nel ministero di Accolito per i candidati al diaconato e al presbiterato B 28-29 Esercizi spirituali giovani C 29 Convegno adulti AC C Dicembre 1° Incontro ISMI zona pastorale 6 E 3 Incontro ISMI zona pastorale 1 E 8 Giornata adesioni AC D 10 Scuola della Parola B 13 Gruppo Samuele C 18-20 Esercizi spirituali giovani C 28-30 Esercizi spirituali adolescenti C 28-31 Taizé: Incontro Europeo dei giovani a Milano A Gennaio 1° Taizé: Incontro Europeo dei giovani a Milano Giornata della Pace A 6 Giornata dei ragazzi missionari D 9-10 Esercizi fidanzati C 10 Gruppo Samuele C 10 Assemblea diocesana per i Responsabili della Pastorale missionaria C 11-15 Settimana residenziale dei nuovi parroci (Triuggio) E 14 Scuola della Parola B 16 Presentazione cammino 100 giorni cresimandi C 16-17 Inizio Scuola diocesana per membri delle commissioni decanali per la formazione all'impegno sociale e politico C 17 Giornata dell'Ebraismo D 17-21 Quattro giorni preti secondo quinquennio (Triuggio) E 18-25 Settimana di preghiera per la piena unità dei cristiani A 24 Convegno diciottenni AC C 24 Festa della Famiglia D 30-31 Scuola diocesana per membri delle commissioni decanali per la formazione all'impegno sociale e politico C 30-31 Meeting della Pace C Febbraio 2 Giornata mondiale della Vita Consacrata D 7 Giornata per la Vita D 7 Convegno adolescenti AC C 7-10 Incontro sul tema della Riconciliazione per i parroci della zona 1 (Triuggio) E 10-12 3 giorni per i Responsabili e i confessori delle Chiese penitenziali E 11 Scuola della Parola B 11 Giornata mondiale del malato D 13 Convegno della Vigilia della giornata della Solidarietà C 14 Gruppo Samuele C 14 Giornata della Solidarietà D 15-16 Incontro sul tema della Riconciliazione per i presbiteri della zona 6 (Seminario C.so Venezia - Milano) E 15-16 Incontro sul tema della Riconciliazione per i presbiteri della zona 2 (Collegio De Filippi - Varese) E 16 Incontro sul tema della Riconciliazione per i presbiteri della zona 3 (Eupilio) E 18 Incontri ISMI zona pastorale 4 E 20-21 Scuola diocesana per membri delle commissioni decanali per la formazione all'impegno sociale e politico C 21 Rito dell'Iscrizione del nome dei candidati adulti al battesimo (Duomo di Milano) A 22-23 Incontro sul tema della Riconciliazione per i presbiteri della zona 5 (Triuggio) E 23 Catechesi per i Gruppi di Ascolto guidate dall'Arcivescovo via radio e televisione A 23 Incontro sul tema della Riconciliazione per i presbiteri della zona 3 (Eupilio) E 25 Incontro ISMI zona pastorale 5 E 27-28 Esercizi spirituali giovani C Marzo 1-2 Incontro sul tema della Riconciliazione per i presbiteri della zona 7 (Seminario C.so Venezia - Milano) E 2 Catechesi per i Gruppi di Ascolto guidate dall'Arcivescovo via radio e televisione A 2 Incontro sul tema della Riconciliazione per i presbiteri della zona 3 (Eupilio) E 6-7 Scuola diocesana per membri delle commissioni decanali per la formazione all'impegno sociale e politico C 7 Convegno diocesano adulti-giovani C 9 Catechesi per i Gruppi di Ascolto guidate dall'Arcivescovo via radio e televisione A 11 Scuola della Parola B 12-14 "Tre giorni" per suore impegnate nella pastorale giovanile C 16 Catechesi per i Gruppi di Ascolto guidate dall'Arcivescovo via radio e televisione A 19-21 Esercizi giovani C 20 Presentazione Estate degli Oratori C 20 Marcia "Andemm al Domm" C 23 Catechesi per i Gruppi di Ascolto guidate dall'Arcivescovo via radio e televisione A 24 Incontro dell'Arcivescovo con i maturandi C 24 Giornata dei Martiri missionari D 27 Traditio Symboli A Aprile 7-10 Laboratorio 3 sulle Unità pastorali (Triuggio) C 10 Convegno del volontariato sanitario C 10-11 Promesse Cenacolo B 11 Gruppo Samuele C 13-16 Pellegrinaggio a Praga FP del Clero E 17 Istituzione nel ministero di Lettore per i candidati al diaconato permanente B 17 Cammino 14enni al Sacro Monte di Varese B 18 Convegno ACS C 18 Giornata parrocchiale dell'AC D 19-22 Pellegrinaggio ISMI a Siena E 24-25 Esercizi spirituali giovani C 24-25 Due giorni adolescenti AC C 30 Anniversari di professione e ordinazione nella vita consacrata (Duomo di Milano) B 30 Veglia dei lavoratori B Maggio 1° Incontro dell'Arcivescovo con i giovani lavoratori C 2 Meeting sei-otto ACR C 8 Istituzione nel ministero di Accolito per i candidati al diaconato permanente B 8-9 Convegno Missionario diocesano per animatori e incaricati decanali (Triuggio) C 9 Gruppo Samuele C 11 Festa dei Fiori E 13-15 "Giovani e servizio" C 16 Conclusione Scuola diocesana per membri delle commissioni decanali per la formazione all'impegno sociale e politico C 22 Incontro diocesano dell'Arcivescovo con i Cresimandi A 22 Veglia Ecumenica di Pentecoste A 23 Assemblea unitaria AC C 24 Incontro diocesano degli animatori dell'Oratorio estivo C 29-30 Esercizi sposi C Giugno 1-4 Settimana residenziale per i preti anziani (Eupilio) E 5 Festa diocesana "I colori della solidarietà" C 5 Rinnovo del Patto Educativo B 6 Meeting ACR C 6 Gruppo Samuele C 12 Ordinazioni presbiterali A 12 Convegno regionale formazione all'impegno sociale e politico C 18-20 Esercizi spirituali adolescenti C