Lavorare Insieme 1998 /1999
 
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Scheda

Il simbolo del pellegrinaggio nel Giorno del Signore

Per l'intero anno pastorale, soprattutto nei tempi forti (a partire dall'Avvento) e nelle circostanze pastoralmente più opportune, proponiamo che si celebri più frequentemente un gesto liturgico di intenso valore simbolico da connettere con il tema del Giubileo: la celebrazione festiva dell'Eucaristia (almeno in una delle Messe d'orario) si inizi e si concluda con la processione del celebrante insieme ai ministranti e a un congruo gruppo di fedeli (giovani e adulti o ragazzi: ad essi andranno riservati dei posti nelle prime file).

All'ingresso la processione partirebbe con celebrante e ministranti dalla sacrestia, raccoglierebbe un gruppo di fedeli accolti alle porte della chiesa e si recherebbe all'altare, ai cui piedi si possono cantare i dodici Kyrie eleison secondo il previsto rito ambrosiano. Dopo il rito conclusivo della benedizione, prima dell'uscita dei fedeli, si riforma lo stesso gruppo processionale fino alle porte della chiesa (o sul sagrato) dove il celebrante può salutare i fedeli che escono dalla celebrazione e intrattenersi con alcuni di loro. Di domenica in domenica, giorno del Signore, il gruppo di fedeli coinvolti nel gesto processionale o nel saluto di congedo potrà variare secondo le opportunità.

La processione ha evidentemente il significato simbolico di rappresentare il cammino della vita di ciascuno e della storia di tutta l'umanità. Il cammino è il grande pellegrinaggio verso Dio Padre di tutti, verso la pienezza del Regno profetizzata con la visione di tutti i popoli che salgono a Gerusalemme. Il clima generale del Giubileo e sapienti didascalie a commento del gesto liturgico favoriranno la lettura del linguaggio simbolico, fortemente evocativo.

È importante che i momenti processionali siano due (in entrata e in uscita), perché essi hanno simbolicamente la funzione di inquadrare la celebrazione eucaristica raccordandola alla vita quotidiana da cui veniamo e a cui ritorniamo e, pertanto, caratterizzandola come la sosta (l'accampamento del popolo in cammino nel deserto) durante la quale la carovana si riunisce per rifocillarsi (con la parola di Dio e il pane disceso dal cielo).

È pure importante che i due gesti processionali nel loro svolgimento non siano rattrappiti, né puramente formali. Il canto iniziale dei Kyrie imprime solennità liturgica: esso esprime la necessità, per chi accede alla presenza del Signore, di purificarsi dalla polvere delle strade percorse nella propria vita ma anche la gioia, piena di ammirazione e di speranza, del cristiano che acclama e si affida al Signore Risorto. Al congedo, il cordiale saluto e augurio per la nuova settimana esprime quella comunione fraterna che, rigenerata nell'Eucaristia, accompagna a riprendere solidali la propria vita quotidiana come pellegrinaggio con tutti verso Dio Padre e il suo Regno.

Come frutto dell'anno pregiubilare, l'iniziativa potrà diventare stabile consuetudine con l'inizio del nuovo millennio. È inutile sottolineare quanto sia di decisiva importanza pastorale, per la frequenza dei fedeli all'Eucaristia domenicale, la cura dei gesti di accoglienza e di cordiale rapporto umano nel congedo.

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