Scheda
Il simbolo del pellegrinaggio nel Giorno del Signore
Per l'intero anno pastorale, soprattutto nei tempi forti (a
partire dall'Avvento) e nelle circostanze pastoralmente più
opportune, proponiamo che si celebri più frequentemente un gesto
liturgico di intenso valore simbolico da connettere con il tema
del Giubileo: la celebrazione festiva dell'Eucaristia (almeno
in una delle Messe d'orario) si inizi e si concluda con la processione
del celebrante insieme ai ministranti e a un congruo gruppo
di fedeli (giovani e adulti o ragazzi: ad essi andranno riservati
dei posti nelle prime file).
All'ingresso la processione partirebbe con celebrante e ministranti
dalla sacrestia, raccoglierebbe un gruppo di fedeli accolti
alle porte della chiesa e si recherebbe all'altare, ai cui piedi
si possono cantare i dodici Kyrie eleison secondo il previsto
rito ambrosiano. Dopo il rito conclusivo della benedizione,
prima dell'uscita dei fedeli, si riforma lo stesso gruppo processionale
fino alle porte della chiesa (o sul sagrato) dove il celebrante
può salutare i fedeli che escono dalla celebrazione e intrattenersi
con alcuni di loro. Di domenica in domenica, giorno del Signore,
il gruppo di fedeli coinvolti nel gesto processionale o nel
saluto di congedo potrà variare secondo le opportunità.
La processione ha evidentemente il significato simbolico di
rappresentare il cammino della vita di ciascuno e della storia
di tutta l'umanità. Il cammino è il grande pellegrinaggio verso
Dio Padre di tutti, verso la pienezza del Regno profetizzata
con la visione di tutti i popoli che salgono a Gerusalemme.
Il clima generale del Giubileo e sapienti didascalie a commento
del gesto liturgico favoriranno la lettura del linguaggio simbolico,
fortemente evocativo.
È importante che i momenti processionali siano due (in entrata
e in uscita), perché essi hanno simbolicamente la funzione di
inquadrare la celebrazione eucaristica raccordandola alla vita
quotidiana da cui veniamo e a cui ritorniamo e, pertanto, caratterizzandola
come la sosta (l'accampamento del popolo in cammino nel deserto)
durante la quale la carovana si riunisce per rifocillarsi (con
la parola di Dio e il pane disceso dal cielo).
È pure importante che i due gesti processionali nel loro svolgimento
non siano rattrappiti, né puramente formali. Il canto iniziale
dei Kyrie imprime solennità liturgica: esso esprime la necessità,
per chi accede alla presenza del Signore, di purificarsi dalla
polvere delle strade percorse nella propria vita ma anche la
gioia, piena di ammirazione e di speranza, del cristiano che
acclama e si affida al Signore Risorto. Al congedo, il cordiale
saluto e augurio per la nuova settimana esprime quella comunione
fraterna che, rigenerata nell'Eucaristia, accompagna a riprendere
solidali la propria vita quotidiana come pellegrinaggio con
tutti verso Dio Padre e il suo Regno.
Come frutto dell'anno pregiubilare, l'iniziativa potrà diventare
stabile consuetudine con l'inizio del nuovo millennio. È inutile
sottolineare quanto sia di decisiva importanza pastorale, per
la frequenza dei fedeli all'Eucaristia domenicale, la cura dei
gesti di accoglienza e di cordiale rapporto umano nel congedo.

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